Come ordinare un vino senza sentirsi idioti


La serata si preannuncia interessante. Compagnia delle migliori, locale che mette tutti d’accordo, un solo ostacolo: il vino.

Consiglio n. 1 | Nei siti di alcuni ristoranti è possibile leggere la carta dei vini. Fatelo il giorno prima se il vino è davvero un ostacolo. Potete anche telefonare e mettervi d’accordo sui vini più adatti alla vostra cena.

Spesso il problema è del sommelier, non vostro. Dovrebbe aiutarvi e invece dà consigli con aria impettita e formale, mentre voi siete preoccupati dai prezzi.

Consiglio n. 2 | E’ assolutamente accettabile dire che volete spendere 30 euro e vi piacerebbe un Verdicchio. Nel caso di vini stranieri, se temete errori di pronuncia, potete dire le stesse cose indicando la vostra scelta con un dito.

Una cosa che dovreste decidere è se preferite vino bianco o rosso, sapendo che il rosso non è necessariamente più strutturato né il bianco per forza più leggero.

Consiglio n. 3 | L’abbinamento, cioé la giusta concordanza tra cibo e vino, è importante. Anche se oggi molti schemi sono saltati e si tende a incoraggiare il gusto individuale. Quindi, chiedete lumi al sommelier in base ai piatti che avete scelto, ma sentitevi liberi di sperimentare secondo il vostro gusto.

Mai essere generici, non ha senso chiedere “un buon rosso secco”.

Consiglio n. 4 | In effetti, chiedere “un buon rosso secco” in enoteca o al ristorante, equivale a entrare in un negozio di alimentari e domandare: “scusate avete del cibo?” Cercate di essere specifici, più informazioni date al proprietario dell’enoteca o al sommelier, più lo metterete in condizione di consigliarvi il vino giusto.

Quando il vino arriva in tavola non annusate il tappo.

Consiglio n. 5 | Il tappo di sughero non vi rivelerà chissà quali verità, tuttavia, se avete ordinato una vecchia annata, è buona pratica avvicinarlo agli occhi per capire se eventuali piccoli danni possano aver pregiudicato la qualità del vino.

Ruotare il bicchiere non è una ginnastica per i polsi.

Consiglio n.6 | Lo si fa quasi per abitudine ormai, anche molto dopo che il vino è stato versato nel bicchiere. Ma andrebbe ruotarto per qualche secondo, non di più. E non per un vezzo, l’obiettivo è di arieggiare un po’ il vino.

Non mandate indietro un vino solo perché non vi piace.

Consiglio n.7 | Un vino si manda indietro solo se siamo sicuri che sia danneggiato.

Che sia la seconda bottiglia per il vostro tavolo, o il secondo bicchiere per voi, non abbiate paura di ordinare più di un vino.

Consiglio n.8 | Specialmente nei ristoranti che servono il vino al bicchiere, è divertente e anche economico ordinare uno spumante con l’aperitivo, un bianco con la pasta, un bicchiere di rosso (o quello che preferite) con la carne, e finire con qualcosa di dolce insieme al dessert.

E voi avete altri consigli da aggiungere?

[Immagine: Enoiche illusioni]





4 commenti a “Come ordinare un vino senza sentirsi idioti”

  1. Kapakkio Kapakkio commenta:

    Se non si ha la possibilità di ordinare al calice ho si è bevuto meno del previsto non è osceno farsi ritappare la bottiglia e portarla via.

  2. Stefano Caffarri Stefano Caffarri commenta:

    manifestare un dubbio sul vino non vi esporrà al pubblico ludibrio. “scusi, ma io questo non lo capisco. Secondo leiquesto vino sa proprio di cavallo dei pantaloni, oppure questa è una bottiglia sfortunata?”

  3. Rossella Rossella commenta:

    Io punto su amici esperti, faccio scegliere a loro dichiarando la mia grande ignoranza in materia. Sennò se trovo qualcosa che conosco, mischio vino conosciuto con una bottiglia di vino nuovo per me, così imparerò per la prossima volta.

  4. wine web on demand wine web on demand commenta:

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    poco prima di smettere i panni di forumista avevo iniziato a sfruttare l’esperienza altrui in questo modo, d’accordo che avevo e ancora ho delle esigenze opinabili sul vino al risto, però quando ho proposto via mail una cosa simile su Intravino avete risposto neanche col no…

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