Test | Pastificio dei Campi, Gragnano

Da un po’ di tempo a questa parte nel fantasmatico mondo della pasta hanno fatto capolino le meravigliose scatole del Pastificio dei Campi di Gragnano: confezioni dal design così spinto da creare un nuovo riferimento nel settore. Un’azione di rottura più decisa del lancio del Bollitore Alessi, che invecchiò di colpo tutto quanto avevamo visto fino ad allora. Poderosa anche l’operazione web, con un sito che sta alle pagine degli altri pastifici come Telecapri sta alla BBC.

Già a febbraio, nel congresso di cucina Identità Golose, avevo avuto il dubbio che i cubi rossoneri dei Campi, presentati con moderato calore da Gennaro Esposito sul palco grande, celassero una ben architettata operazione di marketing. Mai visto confezioni così belle, così studiate, così perfette nel campo della pasta alimentare: diciamo che la cosa più vicina per finezza ed arguzia del design sta due pianeti più in là. La comparsa di Mafaldina dei Campi su Facebook, su Twitter e nei commenti del Spigoloso conferma una visione chiara, determinata e ben progettata. E, ben inteso, tutto ciò è solamente ammirevole. Anzi, consiglierei a qualche studente di prendere in esame la storia per una tesi 2.0.

Si trattava di capire se dietro il marketing ci fosse anche il prodotto: a Squisito ho visto lo stand e ho tentato di acquistare un paio di referenze, per la verità superando un filo di irritazione per la… ehm… policy di vendita: no, le confezioni da 125g e 250g no, sono solo in esposizione e no, quel formato non è in vendita ma solo in esposizione. Ecco dunque sul tavolo le Penne Mezzani Rigati: sono molto belle, rigatissime, bianche sulla superficie, e molto molto ruvide. La porosità è evidente, profonda, marcatissima anche alla vista. Al tatto poi la si può definire clamorosa. Anche l’impasto è disomogeneo, con sfumature di consistenza ed aspetto. L’aroma, di contro, è impercettibile.

Le ho lessate per ben meno dei 10min indicati sulla confezione, tirate 1 minuto nel solo burro salato delle Fattorie Fiandino. In cottura la pasta dei Campi gialleggia, ma solo un poco. Raccoglie il condimento con eccezionale tenuta, aggrappandolo in modo adesivo. La cottura è al dente estremo Arcangelo Style per verificare l’integrità del sapore: all’assaggio risulta molto consistente, collosa (nel senso migliore e “pastificante” del termine) e densa. Ha buona resilienza e una trama fitta, compeltamente priva di incertezze. Il “dente” resta vivo anche nei tre minuti “fuori dal fuoco” che occorrono per la fotografia, indice di buona tenuta e bel nervo.
Meno convincente il sapore: un po’ annebbiato l’atteso frumento che a questo grado di cottura dovrebbe essere deciso e pervasivo. Quindi bene la composizione, un po’ meno l’ intensità del sapore che è piuttosto delicato. Consigliata per sughi di pesce ed erbacei, e comunque delicati.

La pasta dei Campi dunque è buona, va senz’altro inserita nella categoria delle migliori, pur un po’ debole sul fronte evocativo. Ha un difetto: costa un’ iradiddio. 5 euri per la confezione da 500g grammi sommano 10 al chilo, che è lo scherzo del doppio emmezzo di Verrigni, e tre volte Setaro e Gerardo di Nola. Inevitabile che in una ipotetica classifica di rapporto qualità prezzo risulti fuori dalle posizioni di testa. Anche se resterà una spettacolare scatola-scrigno, perfetta per i vestitini della Barbie della principessa piccola.
Gradite opinioni da chi l’ha provata.











No, non l’ho provata ma vorrei esprimere il mio pieno dissenso sul costo esagerato rispetto ad altre paste gragnanesi che consumo regolarmente e che trovo sempre ottime. Fare troppo marketing e packaging sulla pasta che, per definizione, è il cuore della nostra cucina, lo trovo veramente inutile se non controproducente.
Beh, il fare una bella confezione e saper fare marketing, di per se, non può essere un difetto… anche nel settore pasta.
Ognuno si ritaglia il mercato di riferimento su cui intende operare e su quello punta. I segmenti sono tanti e anche molto diversi da loro.
Certo con quel prezzo non sarà un prodotto da GDO, ma magari a loro non interessa.
Ovvio che poi sia la qualità a fare la differenza, ma l’immagine (specie oggi) non ha un ruolo poi tanto secondario…
Inoltre, una confezione da 125 gr (l’egoista, sta sul sito) e’ un insulto all’ambiente…
Beh, il costo è per un prodotto che personalmente ritengo di un certo livello…Quanto al marketing e quelle parole strane che dite penso sia l’unico modo per poterli conoscere. I prodotti intendo!
)
Per le confezioni mauro non la vedo proprio come te: io, essendo single, vado di “Egoista” e le confezioni le riuso come porta oggetti. Sulla mia scrivania non c’è mai stato così tanto ordine
Ma sono punti di vista, ci mancherebbe…
Io ho avuto la fortuna di provarla e penso sia una pasta decisamente strepitosa specialmente nei formati grandi! La reputo la migliore su tutto quello che si trova sul mercato; per sapore, consistenza, collosità, tenuta nella cottura… Ok il prezzo un pò altino ma vi assicuro che con cinque euro di pasta e 1 euro, 1.50 di un barattolo di pelati portate in tavola un vero piatto di pasta da gourmand! E con 1.50 vi siete tolti l’imbarazzo del primo per 5/6 persone! La miglior pasta di Gragnano di sempre!
MI SEMBRA CHE L’OPERAZIONE DI MARKETING SIA OTTIMA, MA POI C’E’ DA DIRE CHE IL PREZZO LO VEDO ESAGERATO,INFATTI CONOSCO ALTRE PASTE DI GRAGNANO ALTRETTANTO BUONE ED AU COSTO MOLTO PIU’ ACCESSIBILI
Io non sono d’accordo, trovo questa pasta molto più buona delle altre di Gragnano.
sono curioso di provarla.
per adesso non ho ancora trovato una pasta dal sapore più intenso della pasta gentile (soprattutto gli spaghetti) che per alcune preparazioni risulta anche troppo invasiva.
qualcuno le ha provate entrambe e saprebbe fare un paragone?
secondo me molto buona anche “la fabbrica della pasta di gragnano”, che ha un profumo comunque completamente differente dalla gentile
Stefano, grazie per l’attenzione dedicata al Pastificio dei Campi, sono contenta che la pasta ti sia piaciuta.
ma il piattino della foto è quello dell’ikea ?
esatto.