Leggende | La torta paradiso Vigoni

Fino a due ore fa non sapevo cosa fosse la Torta Vigoni, ed avevo una vaga, vaghissima idea di cosa fosse la torta paradiso. In verità la Torta Vigoni è semplicemente la torta paradiso fatta da Vigoni, un fior di pasticcere di Pavia, nel 1878 ed ancora oggi in commercio. Mi piace quella scritta così fanè: “La sola torta premiata con Medaglia d’Oro all’Esposizione Universale di Milano – 1906″, quella copertina impermeabile alle leggi del packaging, del marketing, del leasing.
Mi piace anche la leggenda tramandata da generazioni sull’origine del nome: quel frate erborista della Certosa che per cercare tarassaco e angelica arcangelica violava la Regola, varcando il recinto. Pare addirittura che il fraticello incontrasse una sposina di Parona che generosamente gli fece assaggiare quella torta. Trovatala eccellente, il frate tornò ad incontrare la sposa per avere la ricetta: ma il Priore insospettito dalle frequenti assenze lo rinchiuse entro le mura del monastero. In ricordo della soave fanciulla, il frate costretto in cattività si dedicò alla preparazione della torta, che tanto piacque ai confratelli e tosto fu battezzata “Torta Paradiso”.
Mi piace perchè – come molte storie popolari – è terribilmente ingenua e nello stesso tempo pruriginosa, così densa di doppi sensi che occorrerebbe un nuovo Natalino Sapegno per decodificarli tutti. Ma a noi basterà sapere che la Torta Vigoni è fatta di sole uova, burro, farina, fecola di patate, zucchero e lievito. E’ morbida e soffice, e leggermente aromatizzata al limone. Un boccone antico: semplice e diretto ma anche denso e ordinato. Piace a grandi e piccini perchè è dolce ma non troppo, e frescolina: magari il boccone risulta fitto, in un certo qual modo cotonoso.
Vigoni produce la Torta Paradiso ancor oggi, a Pavia: si può dire che sia il simbolo stesso della pasticceria tradizionale pavese.











Io conosco solo la Torta Paradiso
La storia la rende ancora più affascinante, ma tutta la sua essenza sta nella semplicità. Che non so come e perchè conquista tutti, anche quando la faccio per disperazione non avendo voglia di buttarmi su qualcosa di più impegnativo.
La prossima volta che capito a Pavia assaggerò la Vigoni.
Mi riporti indietro nel tempo, Stefano, a quando amici di Milano me ne fecero dono in una bella scatola con l’immagine del Ponte di Pavia che ancora conservo. Raffinatezza semplice e gradevolmente leggera. L’ accompagnammo con un Recioto di Soave e ci stava benissimo.
Un dolce simbolo di storia e luoghi. M’è venuta voglia di riassaggiarla. Chissà se la scatola verde la fanno ancora…
MG
Sì c’è ancora la scatola verde
Ciao sono Pavese e conosco bene la celebre torta! E sono una golosa…leggasi: di dolci ne mangio spesso e ne conosco parecchi! Vi assicuro di una cosa: dire torta paradiso e dire torta vigoni non è la stessa cosa: gli ingredienti sono (quasi ) gli stessi, ma è tutta un’altra cosa! Chi ha mangiato la torta paradiso, la cucina e la conosce,assaggi la torta di vigoni…ne resterà sorpreso!!
cara alice,il tuo palato sopraffino mi intriga
mica avresti anche le due ricette??
vabbeh quella di vigoni dovrebbe essere impossibile…..
comunque io aspetto
ciao