Letti e mangiati | Regaliamo “Salse” di Michel Roux
Nel turbinio dell’universo culinario, esiste un corto circuito che accomuna i grandi chef alle nonne massaie. Un circolo legato – è il caso di dirlo… – da quel macromondo che sono le salse (brodi, fondi, roux, vinaigrette, burro bianco e salse vere e proprie). Voi gourmand potreste essere l’anello mancante della catena, quelli che padroneggiano le salse come i veri scieffs senza l’inconveniente del gomito ruvido della massaia, che servono una coscia di pollo con del chutney di pesche irrimediabilmente posseduti dall’estro del topolino Rémy. Strumento indispensabile per intraprendere questo percorso, il libro Salse di Michel Roux (un nome, un destino), edito da Bibliotheca Culinaria: oltre duecento salse per accompagnare tutto ciò che sia edibile, o per renderlo tale.
Spigoloso regala due copie di Salse di Michel Roux
Qual è stato il piatto meno riuscito che vostra nonna (o affetti vicini) ha cucinato? Quello che avete dovuto mandare giù solo per amore? Quello che solo un’ottima salsa avrebbe potuto salvare (o almeno provarci)? Raccontateci la vostra esperienza nei commenti, avete tempo fino a mercoledì 26 maggio, dopo regaleremo le due copie del libro.











uhm..nella mia pur giovane vita ho dovuto mandar giu spesso bocconi nn proprio prelibati..quando si va a cena da amici studenti come noi, quando si va a mangiare da una zia ke nn sa bene cosa voglia dire cucinare, quando si va a cena dalla pseudosuocera ke ha gusto cosi lontani dalla cucina di mammà..e ke si deve fare? mandare giu e alla domanda “ti piace?”, annuire e vedersi riempire il piatto di nuovo..la volta ke è stata + imbarazzante e statpo a casa della allora pseudo suocera..arrosto secco, ma di un secco ke nn scendeva giù, ogni boccone una tortura, masticarlo per 10 minuti, poi un bicchiere d’acqua e cercare di mandarlo giù..e nn c’era nemmeno un po di purè o un qualsiasi dip o salsina ad accompagnarlo..credo si fosse bruciato e la padrona di casa ha pensato bene di cambiar pentola all’ultimo..ke poi nn ho nemmeno capito di ke animale fosse, so solo ke nn profumava ma puzzava di bruciato, ke era pieno di nervetti..ke era stopposo e secco..più tardi ho rimesso tutto!
Penso che questo libro abbia almeno 10 anni non ricordo nemmeno più dove l’ho messo … bello però
..per fortuna mangio tutto e di tutto. Ma due cose le ricordo ancora come se fosse ieri. Due ex “suocere”! Pranzo della domenica classico con sagrada familla annessa e una pasta al forno con formaggio andato a male che nessuna salsa avrebbe potuto correggere. Cena a base di peperoni imbottiti di cose improbabili: carne indecifrabile mista a formaggio messo così giusto per e tanta mollica di pane da rendere il composto solido come un ferma porte. Il punto è che il resto dei commensali, in tutti e due i casi, hanno mangiato tutto…io non ce l’ho fatta!
sono una suocera:ammetto che da quando ho conosciuto questo blog,mi diverte molto apprendere qualche ricetta e qualche tecnica di cottura.Ammetto pure che avendo superato gli anta e provenendo da una cucina casareccia tante ricette sofisticate non le avevo mai provate…fin’ora!Mi sono cosi cimentata con la ricetta dei Macaron letta qualche giorno fa e devo dire che e’ squisita.Da suocera non scordero’ mai quando mio figlio mi ha fatto conoscere la fidanzata,invitandola una domenica a pranzo.Per non tirarla alla lunga ho fatto mangiare all’attuale moglie di io figlio….conchiglioni con ricotta…(e zucchero)..e per finire caprese…(al sale).Lei muta…,poi ho sooperto che detestava la ricotta,..fino al dolce.immangiabile!;-)
Mia mamma, la più grande cuoca al mondo, Lei che ha fatto viaggiare il mio palato tra mille sapori incantevoli, Lei dolce profumo di vaniglia e limone, Lei dura scorza di mandorla, Lei liscio impasto per pasta, Lei pappa e sugo…..Però Lei è anche PURE’ LENTO, da bere con cannuccia, un vero e proprio brodo di patate. Ahhh mammina mia adorata neanche una salsa riuscirà mai a salvare quelle povere patate lesse annegate.
sarebbe facile raccontare delle cene da mia suocera che non ama cucinare……ma ricordo ancora con affetto e quasi con commozione di una pessima tortina da me preparata con il “dolce forno” da piccola che mia mamma mangiò dicendomi che ero stata bravissima (in realtà era un immangiabile disastro, nulla avrebbe potuto salvarla). Dopo più di 30 anni mi diletto ancora a pasticciare in cucina grazie all’incoraggiamento della mia mamma che negli anni ha sopportato i miei esperimenti dandomi tanti utili consigli
Farei di tutto pur di avere questo libro che adoro.
Vi racconterò allora di quella volta che per amore dovetti mangiare un vero intingolo: risotto al pomodoro e peperoncino. Mia suocera aveva avuto questa splendida idea per la cena e … come si dice in questi casi? Rispetta il cane per il padrone? Beh se vincerò il libro, a distanza di anni ne sarà valsa la pena, altrimenti…lo comprerò!
E’ con la Nonna che ho trascorso buona parte della mia infanzia.
Ci sono i ricordi delle prime letture, libri d’avventura divorati nei pomeriggi estivi sulla sua sedia a dondolo.
E la fitta trama di suggestioni culinarie. Si, la mia formazione gastronomica è cominciata nella sua cucina.
Riciclare gli avanzi, cucinare bene con poco, utilizzare al meglio i prodotti di stagione… paste, zuppe, minestre, sottoli, marmellate, conserve.
Ma fra quei fornelli s’aggirava un mostro, il Pecorino, il formaggio pecorino romano. La nonna lo metteva dappertutto.
Non che si lanciasse in abbinamenti sperticati, solo lo usava in quantità esagerate.
Lo confesso, ancora oggi il suo odore mi dà allo stomaco.
ricordo quando da piccola, mia madre mi faceva mangiare sempre la bistecca di maiale perche’ era convinta che mi faceva crescere bene, una bistecca secca secca, che se la tiravi al muro ti ritornava indietro. Passando del tempo gli ho fatto capire che esistevano anche delle salse….. Mi rispose: io non ne conosco?