Meglio la pizza al taglio o la pizza al piatto?

Umani, qualsiasi cosa stiate facendo smettete e aiutatemi a chiarire questo dubbio. No, lui, il dubbio, non è del genere che richiede un simile livello di attenzione, ma se sia meglio la pizza al piatto o la pizza al taglio, è una cosa che mi chiedo di frequente. Oggi rispondere è ancora più difficile, complici i risultati ottenuti da rivoluzionari della pizza in teglia tipo Gabriele Bonci di Pizzarium (Roma), che è riuscito a dare dignità gourmet al suo prodotto.
La pizza al taglio è una tipica espressione del Centro Italia, ancora oggi al nord, diversamente da altri cibi di strada come la piada romagnola, non è diffusa in modo capillare.
Dal punto di vista tecnico, la pizza in teglia deve resistere all’ossidazione provocata dalla lunga esposizione nel banco, e dal riscaldamento successivo all’ordine del cliente, tanto per parlare delle due differenze più evidenti. Requisiti che la pizza al piatto non deve avere in quanto, per definizione, è cotta e mangiata.
Naturalmente parliamo di una pizza al taglio fatta con tutti i crismi, cioè lavorando molto sull’impasto o su aspetti di tipo strettamente pratico. Per esempio: può capitare visti i lunghi turni di lavoro delle pizzerie, ma i condimenti non devono mai entrare in contatto con la pizza conservata nelle teglie, si rovinerebbe. Altra differenza: l’incidenza dello spreco. Una volta portata al tavolo, finire la pizza è soprattutto un problema del cliente, ma fare attenzione alla quantità realizzata è fondamentale in una pizzeria al taglio (piuttosto che gettare la pizza nel bidone consiglio ai proprietari di accordarsi con qualche associazione che aiuta chi ha bisogno).
In ogni modo, la pizza al piatto rimane LA PIZZA. Non pensiamo forse al quarto piegato in due, addentato di fame e desiderio, quando sentiamo pronunciare la parola magica? Che poi, a esclusione di poche pizzerie napoletane, sia praticamente impossibile trovare una pizza tonda da asporto che non diventi una ruota buona per le prove del Gran Premio, è un’altra storia. Perché di solito tutte le pizze sono preprarate nello stesso modo, mentre i tempi di maturazione dell’impasto devono essere diversi se si vuole mantenere più a lungo l’elasticità e la fragranza della pasta.
Sono arrivato alla fine del post, e nonostante gli argomenti a favore dell’una o dell’altra, non so decidere se è meglio la pizza al piatto o la pizza al taglio. Secondo voi?











penso che bisognerebbe fare prima una distinzione , la pizza al taglio per definizione è uno street food , mentre quella al piatto , tranne che a napoli , e un prodotto da mangiare seduti al tavolo come un piatto di spaghetti al ristorante , quindi sono due prodotti completamente differenti sia come lvorazione che come cottura e consumo dell’impasto , io infatti amo chiamare quella al taglio focaccia ondita e lascio il nome pizza alla tradizionale , ma essendo napoletano questo è giustificabile , quindi non esiste un meglio ma solamente una distinzione su de prodotti diversi , da mangiare in modi e momenti diversi
Sai, adesso la focaccia condita è un’altra cosa, è molto diffusa qui a Roma presso alcuni “top” che la chiamano sempre pizza, indifferentemente se a taglio o al piatto, ma sempre di pizza bianca condita con ingredienti cotti a parte si sta parlando.
La pizza ha come punto fondamentale la cottura in contemporanea o quasi, sullo spesso supporto lievitato, degli ingredienti che la caratterizzano. Su questo non credo ci siano discussioni da fare. Ora, vuoi per comodità, vuoi per la lotta all’ultimo alveolo, alcuni che magari non hanno la costanza di riuscire con continuità a realizzare un prodotto ben lievitato, ricorrono al “trucco” (lasciatemi passare l’espressione….) di mettere qualcosa di squisito ma cucinato a parte, sul disco o sulla teglia di pizza bianca ben lievitata. Che poi sia buona, è un altro paio di maniche, però personalmente ritengo che l’arte della pizza sia un’altra cosa…
Sono due cose diverse: la pizza al taglio è un cibo concepito per l’asporto o da mangiare in strada, la pizza tonda si DEVE mangiare in pizzeria, MAI a casa, anche la più buona diventa gommosa nel trasporto!
Certo, se proprio dovessi scegliere tra le due…beh, se la pizza al taglio è di Bonci non si batte con nulla…
per tutte le altre meglio la pizza al piatto, ma napoletana delle migliori altrimenti non se ne fa niente….
BISOGNA RICORDARSI CHE ESISTE STORICAMENTE NELLA CITTA DI NAPOLI’LA PIZZA A ‘PORTAFOGLIO O A’ LIBRETTO.UN PIZZAJUOLO
Cosi, d’impeto, risponderei sicuramente: PIZZA AL PIATTO!
Anche se pensandoci bene mi è capitato di assaggiare pizze a taglio decisamente migliori di alcuni dischi di pasta semi-lievitata condita con psuedo ingredienti di qualche sedicente pizzeria..
La vera pizza e’ quella tonda,quindi si parla di focaccia per quella al taglio….La focaccia con o senza farcitura e’ un’altra cosa!Quando vado dalle parte di S.Biagio dei Librai mi fermo a prendere quella tonda,ma di misura piu’ piccola(da 3/4 bocconi)cotta al forno al legna..naturalmente.Ho dei ricordi di un decennio fa…all’entrata del parco di Capodimonte(NA) c’erano 2/3 micropizzerie che sfornavano mini pizze o panzarotti…tutto a 1.000 lire!Io voto per la “pizza tonda” con o senza piatto(piegata a portafoglio!!).Dalle parti di Gaeta,pero’,c’e’ un forno che fa la focaccia ripiena di frutti di mare”la tiella”…da 10 e lode!!
visto lo stato pietoso delle pizze al taglio della liguria dico al piatto!
VOLETE METTERE MANGIARE UNA PIZZA NAPOLETANA A PORTAFOGLIO( e uno sfizio che si puo gustare solo a napoli) E UNA FOCACCIA NON C’E’ PARAGONE SONO DUE MODI DI GUSTARE IL PRODOTTO LA VERA PIZZA NAPOLETANA SI GUSTA AL PIATTO E A UN SAPORE CHE NON HA PARAGONI CON QUEL PROFUMO DI QUANDO TE LA PORTANO A TAVOLA TI ENTRA DENTRO E TI ESALTA IL PALATO LA FOCACCIA NON SI PUO’ PARAGONARE ALLA PIZZA NAPOLETANA 1 10 1OO 1000 10000 VOLTE MEGLIO PIZZA AL PIATTO E SE VERA PIZZA NAPOLETANA E’ MEGLIO
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