Non si cospira alle vostre spalle alla Locanda delle trame
Ho delle certezze. Essere lo chef di un ristorante aperto pranzo e cena con appena 24 ore settimanali da dedicare a tutto ciò che esiste e vive al di fuori della cucina, è un impegno che rende ai miei occhi questi uomini con i cappelloni bianchi una sorta di missionari laici. Poi ho conosciuto Giuseppe Daddio e mi è tornato in mente Giulio Andreotti. Sì proprio lui, e la sua mostruosa iperattività. Era premier, ministro, storico, giornalista, scrittore, star televisiva e imputato, ma la sua giornata durava le solite 24 ore. Sono andato a trovarlo nella sua nuova “casa”, la Locanda delle Trame, un resort bucolico in uno di quei tanti, troppi posti che l’Italia non valorizza abbastanza.
Già Patrimonio dell’Umanità Unesco, San Leucio è una frazione di Caserta dove nel 1750 i Borboni decisero di attuare un esperimento sociale di assoluta avanguardia nel mondo, istituendo la comunità nota come Real Colonia per la produzione artistica di sete, quelle stesse sete che in forma di bandiera sventolano ancor oggi dai pennoni della Casa Bianca e di Buckingam Palace.

L’investimento, come spesso accade da queste parti, è coraggioso e merita comunque un plauso. Dieci camere e un ristorante sul quale si è deciso di puntare affidandolo a Giuseppe Daddio, classe 1976 che dall’età di 13 anni frequenta le migliori cucine: Cortina, Milano, St. Moritz, Roma. Poi approda a Labìco da Antonello Colonna e ne diventa il pupillo. Non si ferma. Capri Palace e ancora a Napoli nella breve avventura del Dwine. Qualche consulenza in Giappone quindi fonda la scuola “Dolce & Salato” a Maddaloni, il paese in provincia di Caserta dove è nato. Conduce un programma tv per il canale satellitare “Alice”, dal quale estrae un libro con 450 ricette. Durante la mia visita, era comunque dietro ai fornelli, attento a gestire anche i più piccoli dettagli dei suoi ristoranti.

La sala, dalle pareti di un improbabile celeste interrotto da un monitor 40” con vista zenitale del banco dove avviene l’impiattamento, è molto modesta, arredata banalmente, e sovrastata da una controsoffittatura a pannelli più adatta a un ufficio. Il servizio è premuroso ma un po’ incerto. Peccato. Perché la cucina Daddio è frutto di una conoscenza profonda del territorio e di una mano sicura, ancora con potenzialità inespresse, ma già capace di volare alto in più di qualche piatto. Lo Sformato di moscardini fasciato con scarole su fondo di cicerchie e il Capocollo maiale nero casertano al sentore di cannella su piccolo gateaux e “friarielli”, per esempio. La Fonduta di caciocavallo alle erbette sovrasta i Fagottini di bufalo perfettibili nella pasta, a chiudere un Crumble di mela annurca con gelato di radicchio in cerca di equilibrio.

Ottimi i pani caldi e i grissini, possibilità di percorsi di degustazione creati ad hoc, carta dei vini discreta sulla Campania e conto sui 40/50 europei.
Locanda delle trame,
Via Maria Sofia Di Baviera n° 1 – 81100 Caserta (CE)
Telefono 0823304055











tutti noi chef o cuochi o imprenditori che dir si voglia siamo afflitti dall’iperattività , perchè altrimenti non sarebbe possibile fare questo lavoro che ti tiene impegnato anche le 24 ore di libertà , e vi assicuro che tante sono le sere che i miei figli si addormentano sui banchi liberi della cucina o giocano in cantina nella bella stagione , questo purtroppo è un lavoro duro che si fà soprattutto per passione perchè vi assicuro che a dare qualità e impegno non ci si arricchisce ,la maggior parte del pubblico si meriterebbe solo mc donald e spizzico
grazie