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Il sesso dei macaron | Definitivamente gay

Antefatto. La scorsa settimana sono stata con il mio fidanzato a Parigi, e abbiamo compiuto il pellegrinaggio da Pierre Hermè, uno dei più noti pasticceri di Francia. Nella piccola boutique di Rue Bonaparte i dolciumi sono disposti radi come gioielli preziosi.

Eravamo lì per i macaron, l’ultima Internet sensation a far palpitare i cuori dei golosi di tutto il mondo -  i cupcakes sono così anni ’00!

Entriamo, ci mettiamo in coda. Occhieggiamo il prezzo al kg dei macaron: 85 euro.

Sussultiamo.

Breve consultazione: quanto peserà ciascun macaron?

Siamo d’accordo che l’impasto dei due dischi esterni sia piuttosto leggero, ma non riusciamo a stimare il peso della ganache all’interno.

Ci chiediamo se possa essere considerato accettabile chiedere “10 euro di macaron”. Decidiamo che non è accettabile. È il nostro turno, dobbiamo risolverci: compriamo 6 macaron.

Usciamo dal negozio con il prezioso saccoccino e assaggiamo i macaron. O meglio, ne assaggiamo uno e poi divoriamo gli altri: il sacchetto è presto vuoto. Ci guardiamo in tralice incolpandoci mutamente a vicenda della fine precoce dei preziosi. Facciamo il giro dell’isolato. Ci fermiamo di nuovo di fronte a Pierre Hermè.

Rientriamo, e compriamo 2 macaron per tipo tra i tipi disponibili (eccoli qui, a beneficio della vostra salivazione).

Tornati a casa, è il momento della Degustazione.

Io: Ecco, ora estraggo i macaron dalla loro confezione e li dispongo dal meno intenso al più intenso, così. Secondo te “Rosa e Petali di rosa” è più o meno intenso di “Mela Cotogna e Rosa”?
Lui: Non saprei. Sara, tu ti rendi conto che stai rendendo un’esperienza fondamentalmente gioiosa come l’abbuffarsi di biscottini in una cosa a metà tra una procedura ospedaliera e una cerimonia religiosa?
Io: Smettila, è per la scienza. Secondo me prima “Mela cotogna e Rosa”, d’accordo?
Lui: …
Io: Okay, via. “Mela Cotogna e Rosa” è molto buono, delicato, ha una bella texture, le note di mela cotogna sono molto piacevoli, e la rosa non è imperiosa. Tu che dici?
Lui: Noioso.
Io: Procediamo con “Rosa e Petali di Rosa”: qui la rosa è davvero intensa sia al naso sia al palato: non sgradevole, ma travolgente. Il colore però è così bello che mi sento Marie Antoinette nel film di Sofia Coppola. Ma ora vorrei sentire il tuo parere.
Lui: Questo macaron è così da donna che può essere solo mangiato durante lo scrub al viso.
Io: Il prossimo! “Castagna e Tè Verde Matcha”: qui la ganache è più consistente, piacevolmente granulosa. Questo è un abbinamento fatto in paradiso, è strepitoso!
Lui: Concordo, è buono
Io: «Infinitamente Caramello», che nome poetico.
Lui: Sa di bruciato.
Io: In effetti sì. Bene: «Cioccolato di pura origine Chuao, cassis e bacche di cassis». Direi che qui ci troviamo di fronte ad un capolavoro: la punta acida del cassis riequilibria la marea del cioccolato. Persistenza impressionante. Che ne dici?
Lui: Ma cosa sarebbe il cioccolato Chuao?
Io: (Consultazione Web) Wikipedia dice che Chuao è un piccolo villaggio sulla costa nord del Venezuela, famoso per il suo cacao.
Lui: Ah.
Io: Okay, ora: cioccolato al latte, banana, frutto della passione e zenzero candito. Impressioni?
Lui: Sono sopraffatto dallo zenzero.
Io: Eccoci a le grand finale: tartufo bianco e pezzetti di nocciola piemontese grigliata. Devo ammettere che, pur nobilitato dall’abbinamento con le nocciole, il potenziale dolciario del tartufo bianco mi sembra fortemente limitato. Tu che dici?
Lui: Ewwww!

In conclusione: anche se riconosco che la scientificità dell’esperimento è un po’ inficiata dal campione limitato, credo che pochi altri dolci quanto i macaron scavino fossati di genere. Saranno i colori pimpanti, sarà quell’aria fragilina, sarà la fondamentale complessità della preparazione, sarà il fatto che la confezione da 20 viene pomposamente chiamata “”lo scrigno di iniziazione” - ma i macaron sono molto femminili.
O meglio, i macaron sono molto gay.

[Fonti: Youtube, Pierreherme.com, Timesonline. Immagine: recettes.le-cuisinier.net]

39 commenti a Il sesso dei macaron | Definitivamente gay

  1. o più semplicemente trasformi “un’esperienza fondamentalmente gioiosa come l’abbuffarsi di biscottini una cosa a metà tra una procedura ospedaliera e una cerimonia religiosa” e quindi alla persona che è con te (di qualsiasi genere) passa la poesia …

  2. I macaron sono gay? Non credo, ci sono anche molti gusti “maschi” e non facili!

    Ma forse è il tuo fidanzato da rivedere: non ha mai sentito parlare di Chuao (e vabbè) ma sa cos’è uno scrub (che è?) e lo usa in una figurazione così raffinatamente femminile:
    “Questo macaron è così da donna che può essere solo mangiato durante lo scrub al viso.”

    • Dato che viviamo insieme, ha appreso che quando sembra che io sia caduta a faccia in giù nella palta c’è in realtà una spiegazione plausibile: appunto lo scrub al viso.

  3. Pingback: Tendenze del 2011 | Macaron, pasta madre e tofu | Dissapore

  4. Non sapevo che i macarons avessero anche una loro sessualità. Per me rimangono un’esperienza quasi mistica, e il costo elevato serve ad aumentarne il misticismo, il che è una regola elementare per i chierici gastroenterici. A voler essere pignolo, preferisco quelli di Ladurée

  5. Pingback: Cucina Naturale | Croccanti di Natale ai semi di sesamo | Spigoloso

    • Visto che sono state mitizzate delle emerite schifezze gastronomiche, i macarons, Dio li benedica, sono una specie di meringa levigata e angelicata, farcita di eteree ganaches. Una volta superato il primo livello (macaron) si arriva al successivo “sì ma di chi?” e al terzo “quale accostamento di colori/sapori?” e così via…

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  7. Pingback: Dissapore | Il meglio della settimana - Macchianera

  8. Beh femminili o gay poco importa: in fondo il confine della sensibilità tra le due realtà è molto labile…..
    Di sicuro quelli di Hermè sono un capolavoro ineguagliabile di finezza, complessità, texture mai stucchevole, croccantezza e granulosità della cialda che immediatamente si scioglie con il calore della bocca in un tuttuno di morbidezza con il suo ripieno, persistenza naso-gustativa lunghissima, accostamenti di sapori ed ingredienti sempre seducenti……
    Il prezzo dell’unicità va pagato: del resto lo scandalo sono le improbabili imitazioni di qualche pasticciere (o cioccolatiere, n’est pas)italiano che fa pagare i suoi macarons-chewingum 70€/kg….
    PS. per i fan del macaron come me consiglierei anche di provare il nuovo “licorice et fruit molleaux” di Ladurèe: rien ne va plus, monsieurs et madames……

  9. uhm! come avrei voluto fare la stessa esperienza! quando siamo andati a Parigi davanti alla vetrina di Hermè c’era una coda che ci ha fatto desistere, sarà per la prossima volta…
    ps. ma il prezzo per la degustazione completa quant’è?

  10. Non per fare sterile polemica ma vorrei far presente che gay non è un sesso ma un orientamento sessuale. E che di macaron non se ne può più da almeno un paio d’anni.

  11. Beh, posso ritenermi uno a cui piace la buona cucina, a cui piacciono le cose fatte bene e pure uno a cui piace praticamente ogni genere di cibo se ben fatto … ma i Macaron … mi spiace, li trovo un solo un sopravvalutatissimo (anche dal punto di vista dell’insultante prezzo che hanno) accrocchio di “cose” che hanno il successo che hanno solo grazie al fatto di essere diventati una moda … e devo dire di essermi stupito non poco nel trovare qui su Dissapore un loro elogio così appassionato e condiviso.

    Comunque l’unica conclusione che sono riuscito a trarre dall’articolo è che non sono gay :-)

  12. Pingback: Una settimana d’inverno a Parigi: dieci cose da fare | Social Milano

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