3 posti dove andare a Torino
Grazie al Fuorisalone del recente Salone del Gusto 2010 abbiamo scoperto (o riscoperto) alcuni affascinanti indirizzi torinesi. Oggi ve ne presentiamo 3, il Caffè Al Bicerin, la gelateria Alberto Marchetti e il ristorante Scannabue, curiosi di sapere se li conoscete e nel caso, cosa ne pensate.

Il Bicerin, di Francesca Barreca.
Il Bicerin è una tipica bevanda torinese a base di caffè, cioccolato e panna. Il locale CULT nel quale è d’obbligo gustarla è, appunto, Il Bicerin, caffetteria/confetteria nel quartiere della Consolata. Qui delle signore davvero a modo, vi serviranno questa bevanda calda, che ha dato il nome alla torta che vedete nelle foto, con delle maniere d’altri tempi. In un posto d’altri tempi, s’intende. Guardate le foto, sembra di fare un salto indietro di almeno 150 anni. Da provare assolutamente anche il toast al cioccolato e la torta alle nocciole, e non dimenticare di fare incetta di Pastiglie Leone, presenti in tantissime varietà e vendute sia sfuse che confezionate. Noi abbiamo ordinato: 3 bicerin, 1 torta alle nocciole, 1 croissant con panna, 1 toast al cioccolato.

Alberto Marchetti, di Massimo Bernardi. Dal 2007 è l’indirizzo adorato dai fanatici torinesi del gelato artigianale. Centralissimo, 10 minuti a piedi dalla stazione di Porta Nuova, propone una trentina di gusti rinnovati ogni giorno. Il negozio di Alberto Marchetti è il prototipo della gelateria moderna, acciaio, colori accesi, laboratorio a vista. I gusti spaziano dal classico Bonet torinese, al cicoccolato bianco alla liquirizia, fino ai freschissimi sorbetti. Ho preso due coni, il primo, grande, con gusti cremosi. Un risolutivo marron glacé, il migliore ever, pistacchio e gianduia. L’altro, piccolo, con un sorbetto di moscato delicato e freschissimo e il gusto cachi, che neanche Alberto Marchetti è riuscito a rendere saporito.


Ristorante Scannabue, di Francesca Barreca.
Vicino alla stazione c’è un pezzetto di Francia, col Piemonte in cucina. Un’ottima carta dei vini, selezionatissima, dalla quale scegliamo un gerwurztraminer Pierre Frick biologico non filtrato del 2007. Una bomba. Sembra di stare a Le Baratin di Parigi. Mangiamo Branda (merluzzo mantecato con patate), Tonno di coniglio, Agnolotti alle tre carni con Sugo ai tre Arrosti (maiale, vitello, coniglio), Tajarin tagliati a mano con Sugo di Capretto, Capretto della Bisalta (Cuneo) alle tre maniere, Tarte tatin e Tortino al cioccolato. Fra questi spiccano i primi piatti, paste fatte a mano stese sottilissime e condite come se non ci fosse un domani. Il capretto impera al nostro tavolo, lo mangiamo a più riprese. Finiamo con grandi classici eseguiti magistralmente: tatin di mele con un caramello leggermente amaro che viene bilanciato dalla panna servita a parte in un bicchierino, e tortino al cioccolato cotto davvero bene, col cioccolato che fuoriesce alla prima forchettata.












[...] 3 posti dove andare a Torino [...]
Sono stato pochi giorni fa da Marchetti a Torino, unico posto “gastro-fanatico” che mi mancasse in città… Ebbene, il gelato è stato piuttosto deludente. Sulle creme, molto effetto “caldo” tipico dei gelati costruiti con tanto grasso, i gusti di frutta annegati in un unico sapore dolciastro di melassa, tanto che i gusti arancia rossa ed uva risultavano uguali. Molto deluso, purtroppo a Torino Grom non si batte ed un po’ mi dispiace perchè trovare artigiani “con le palle” fa bene alla salute, oltre che al gusto.
scusate a Torino ha aperto Pierre Hermè? ..mi hanno detto di un negozio in centro con dei macaron in vetrina..possibile?La duree non credo…
No Camilla, magari…. è un tentativo (un pò patetico peraltro) di Guido Gobino, bravissimo ed inimitabile nel cioccolato ma sulla pasticcieria…..beh, non è il suo mestiere (come già dimostrato il Natale scorso col suo panettone). I macaron di cui ti hanno parlato fanno mostra di se nella vetrina del negozio di via Lagrange, ma credimi, Hermè è lontano anni luce (e te lo dice uno che tutti gli anni ad inizio dicembre vola a Parigi a fare la “spesa”).Ladurèe ha aperto a Milano in via Spadari, pochi passi fronte Duomo, quasi in faccia a Peck ed all’angolo con via Hugo dove c’è Cracco, così se vuoi farti un pranzo di livello dopo un acquisto gourmand non ti devi nemmeno dannare troppo.
I macarons di Ladurée si trovano da pochi giorni nella profumeria-bar Floris di via Cavour angolo via Pomba. Poi c’è un negozio di macarons francesi in piazza Castello, ma non ricordo il nome del pasticcere francese.
ciao ,grazie x le info
a Parigi sono di casa ,ci ho anche vissuto per un anno,per cui mi intendo molto bene di macaron da Hermè a Fauchon La Duree ecc
la Duree ha aperto a Milano al posto di Panarello,storico pasticcere geneovese,anche a Montecarlo e a Londra da Harrods ha delle piccole boutique..
x Marco ..a parte le specialità francesi ,amo tantissimo Berko,nel Marais,cupcakes e cheesecake strepitose,uno spettacolo x occhi e palato. la zona è Rambuteau,molto fricchettona ,bellissima io l’adoro..ci sono negozietti e bistrot carinissimi ,da farci una passeggiata x un caffè insomma
di fronte a Berko cè poi una psticceria francese e …mamma mia !!!
Grom è presente anche a Parigi..
porta alta la bandiera italiana all’estero anche Pozzetto gelataio torinese ,che fa pochi gusti classici ,gianduia strepitoso,in zona Rivolì Marais e poi cè il mitico Amorino-in vari punti della città-uno davanti alla Fayette- con il gusto da me preferito Speculos ..
il francese Bertillon ,carissimo, il gelato te lo fa vedere col cannocchiale sul cono,tanto la boule è minuscola! cono che se ‘gourmand’ cioè di cialda ,costa pure di più ..il gelato devo dire è notevole
Il Bicerin è un posto storico per noi torinesi e immancabile per qualsiasi turista. Dona le giuste suggestioni sabaude nello spazio e nel tempo.
Lo Scannabue è un posto delizioso ha saputo ben coniugare tanti aspetti importanti: un’alta qualità degli ingredienti, proposta gastronomica tradizionale ma non banale e prezzi rilassanti.
(Non in ultimo trattamenti con i guanti anche per i 4zampe: la mia cana GaiaPatata li adora!)
In ultimo Alberto Marchetti che stimo moltissimo: so con quanta passione lavora e con quanta cura tratta il suo gelato e sceglie i suoi ingredienti.
Non ho mai conosciuto una persona così tanto disponibile ad accettare consigli e critiche sulla sue dolci creature. Se mi permettete, l’umiltà è una qualità ormai rara tra i creatori enogastronomici di ultima tendenza.
Da torinese posso dire che abbiamo una città dove trovare un gelato di alta qualità è possibile senza faticare troppo. Forse per questo Grom non mi ha mai esaltato troppo, a livello di consistenza sicuramente presenta delle pecche rispetto ad altri e, secondo la mia opinione, andrebbe un po’ “smitizzato”.