Casalinghitudine | La spesa al supermercato: il prezzo più basso o il prezzo più alto?


Alcuni giorni fa, causa festa di compleanno, sono stata alla METRO, la famosa catena di ipermercati. Dovevo rifornire la dispensa di un particolare genere di spazzatura: cochecole, patatine e affini, capito, no?

Come sempre quando faccio la spesa al supermercato, ho passato decine di minuti a soppesare ogni prodotto. Prima leggendo l’etichetta e  la data di scadenza, poi guardando il prezzo e confrontandolo con prodotti simili ma di marche diverse. Alla fine, inevitabilmente, ho scelto quello che costa di più! Forse, il mio cervellino pigro, ha elaborato il concetto che al prezzo più alto corrisponde sempre una qualità maggiore, ma non sono certa che sia così.

Ricostruisco la classica scenetta al banco salumi: “Mi dà 2 etti di prosciutto crudo, meglio se è al fiocco”. Risposta del salumiere: “Signora, oggi abbiamo in offerta questo bel Parma, lo vuole?”. Ma manco per niente! Dentro di me ronza già l’idea che se quel prosciutto è in offerta ci dev’essere qualcosa non va.

E voi, come vi comportate quando fate la spesa, vi lasciate corrompere dai prodotti alternativi, dai prezzi più bassi, dalle offerte del momento, o come me comprate solo i prodotti con i prezzi più alti?





6 commenti a “Casalinghitudine | La spesa al supermercato: il prezzo più basso o il prezzo più alto?”

  1. sara b sara b commenta:

    uhm, diciamo che capita spesso che, alla fine dell’analisi, finisco per comprare la roba che costa di più. ma non sempre. se trovo che il prezzo sia, a priori, uno sproposito, semplicemente non compro, senza ripiegare su qualcosa che costa meno ma non mi soddisfa. sono convinta che ci sia una soglia oltre la quale il prezzo diventa “immorale”, anche perché della reale qualità di quel che compriamo non potremo mai essere certi al 100%

  2.  gumbo chicken commenta:

    Direi che per la spesa al supermercato non abbiamo gli stessi criteri.
    Dato che io penso (non so se a torto o a ragione) che i prodotti che trovo in un supermercato non siano diversissimi fra loro, scelgo quasi sempre proprio i prodotti in offerta!

    Con questo intendo che se fra le cose che avevo deciso di comprare o che so che mi servono ce n’è uno in offerta tendo a prendere quello invece del suo simile a prezzo normale.

    Purché non sia un 3×2 su cose deperibili (che rischio di buttare),
    …un prodotto che non mi piace o non mi interessa (tipo un cioccolato non-cioccolato o una simil Cola – che peraltro non compro quasi mai anche in versione originale)
    …che un prodotto quasi identico senza offerta non abbia un prezzo al kg o al pezzo più o meno equivalente o inferiore (spoprattutto per cose tipo carta da cucina, carta da forno ecc).
    …che sia nella sezione pesce e carne, delle cui offerte diffido al 99% (e che comunque non compro quasi mai al supermercato, a parte Eataly o un altro in Valchiusella che ha carni selezionate o rari casi simili)

  3. gianluca gianluca commenta:

    per i prodotti alimentari “freschi” le offerte secondo me ci sono solo sulle seconde scelte….per non dire a volte di peggio.

    per gli alimentari confezionati e per tutte le altre cose, prezzo più alto o più basso….bhe’ dipende. puntando sulle linee marchiate dal supermercato, molte volte si comprano le stesse cose e si risparmia parecchio (ne avevamo già parlato su dissapore, i supermercati che commissionano, tipo il riso coop che è riso scotti ma costa la metà. ecc..ecc..)

  4. MAurizio MAurizio commenta:

    Mah. Intanto da buon genovese l’idea di comprare il prodotto dal prezzo più alto mi da automaticamente l’orticaria…. Anche perchè nei prezzi “alti” sono incorporate pubblicità martellanti, testimonial, gadget vari e un po’ di credulonità da parte degli acquirenti (costa di più = vale di più). La mia ricetta è acquistare (a scorte, quando possibile) quello che NON serve immediatamente. In italiano, se esci con la lista “mi manca quello, mi manca questo” inevitabilmente spenderai di più e acquisterai peggio (spesso quando ti serve manca la marca o il tipo preferito). Negli iper acquisto a stock, a rotazione, quello che consumo abitualmente e NON deperisce: pasta, riso, farina, legumi secchi, scatolame (ormai, e di rado, praticamente solo il tonno), caffè, the, zucchero, vino e bevande in genere, baccalà, carne e pesce (che surgelo), formaggi (con scorte consumabili in tempi decenti, tipo 1 kg di parmiggiano e non 3 etti ..) raramente (dieta ..) cioccolata e biscotti e riempio 3/4 della dispensa, spesso sfruttando offerte e 3X2. “Giochetti” che alla Metro riescono ancora meglio visto che commercializzano formati “industriali”: perchè comprare le lenticchie “mignon” a dicembre a 3 euro al kg quando a settembre trovo i sacchetti da 5kg a 5 euro l’uno ??
    Frutta e verdura di stagione (ma più spesso al mercatino di fiducia) più i “deperibili” tipo latte e formaggi freschi, yogurth e similia (ma tengo di scorta 1 litro di latte a lunga conservazione – mica esco alle 22 per prendere un litro di latte fresco se è finito). Ci vuole un po’ d’occhio, una dispensa ampia (cantina e ripiani in garage) e capacità di pianificazione. Ma “odio” l’idea di pagare lo stesso identico caffè dai 5 euro/kg (sottocosto: stock da 5 kg, tanto scade tra 18 mesi ..) agli 8,40 (se lo hai finito e vuoi proprio quello…) o la stessa identica pasta dai 90 cent a 1,60 al kg (stesso iper, ovviamente)

  5. morgaine morgaine commenta:

    Quando posso faccio un paio di supermercati per confrontare i prezzi. Per tutto ciò che non è deperibile e che ho già sperimentato compro in massa quando il prodotto è in offerta e metto da parte. Sulle cose fresche mi fido del mio occhio e della mia esperienza per cui scelgo “fior da fiore”, e qualche volta è davvero opportuno spendere di più per avere un prodotto migliore.

  6. Fabio Fabio commenta:

    Solo prodoti a marchio COOP

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