avatar

Una guida alle marmellate fatte in casa

Come si fanno le marmellate?

E possibilmente, come si fanno le marmellate senza che la cavia, dopo aver assaggiato il primo cucchiaino commenti candidamente: “buona, mi ricorda il sapore delle caramelle alla prugna”?

Non sono l’unica che se lo chiede specie in questa stagione, al pari di ogni cosa “fatta in casa” il successo delle marmellate è in crescita esponennziale, e come se non bastasse ci si è messa anche Kate Moss.

All’inizio dell’estate la supermodella ci ha fatto conoscere le sue bellicose intenzioni: ricavare marmellate, delle quali si è detta grande fan, dalla sua tenuta di Cotswolds, in Gran Bretagna.

Accedere al mondo delle marmellate fatte in casa è in realtà piuttosto semplice, ma regala un senso di appagamento che ci fa sentire tante Nigelle (Lawson) o Jamie (Oliver) nel caso il paragone con la prima sia inappropriato.

Ora vediamo cosa serve per preparare le marmellate, precisando che anche noi sappiamo che la frutta cotta con lo zucchero si chiama confettura, e solo se si utilizzano gli agrumi si chiama marmellata. Ma distinguere ogni volta è molto noioso, non trovate?

Molto versatili, le marmellate sono buonissime col pane caldo, e rappresentano il complemento ideale di biscotti e dolci da forno, scone, pancake, pan di spagna, gelati, solo per citarne alcuni.

Cosa serve per fare la marmellata? Ecco l’attrezzatura consigliata.

Pentola d’acciaio.

Nonostante si possano fare piccole quantità di marmellata usando una pentola a pressione senza coperchio, vale la pena investire in una solida pentola di acciaio inox. Costa un po’, ma vi durerà tutta la vita.

Vasetti di vetro a chiusura ermetica.

Può essere usato qualsiasi tipo di vasetto per conservare la marmellata, purché sia accuratamente pulito, sterilizzato, asciutto e possibilemte caldo. Se la marmellata bollente viene a contatto con il vetro freddo può romperlo. A proposito, controllate che non sia scheggiato. Per sterilizzare i vasetti metteteli in forno a 150° per 10 minuti.

Coperchi e coperture.

Vanno bene sia i coperchi di plastica a chiusura ermetica che le bustine di cellophane legate con uno spago sottile. Non usate elastici, tendono ad allentarsi durante la conservazione.

Etichette.

Servono a identificare la data e la frutta che avete usato, ma una bella etichetta può trasformare la marmellata in un gradevole regalo. Nelle cartolerie se ne trovano con disegni molto carini, se poi avete tempo, si possono anche personalizzare. Bastano un computer e un qualsiasi programma di grafica.

Bilance.

Ce ne sono di adatte a ogni gusto e tasca.

Bricco resistente al calore o imbuto in acciaio inossidabile.

Per versare la marmellata nei barattoli è utile un bricco in vetro resistente al calore, o in acciaio o di smalto. In alternativa, usate un imbuto a collo largo in acciaio inossidabile.

Cucchiai e mestoli.

Per mescolarre la marmellata serve un cucchiaio di legno dal manico lungo e un mestolo forato in acciaio per rimuovere bucce e scorie.

Termomtero per lo zucchero (Caramellometro).

Ha il compito di tenere sotto controllo la consistenza della marmellata quando se ne preparano grandi quantità. Tecnicamente misura il grado di concentrazione dello zucchero, che, per ottenere una consistenza perfetta deve raggiungere i 105 °C.

Per completare l’opera non manca che la ricetta. Ecco quella della marmellata (confettura, ops!) di prugne.

INGREDIENTI

  • Prugne: dipende da quanta marmellata volete preparare.
  • Zucchero: 600 gr per ogni kilo di prugne.
  • Il succo di mezzo limone.

PREPARAZIONE.

1 – Lavare e asciugare le prugne adagiandole su un telo, se è possibile lasciarle mezz’ora al sole.

2 – Snocciolarle

3 – Cuocerle per poco, serve ad ammorbidirle.

4 – Metterle in un passaverdure dove avete inserito il disco a fori piccoli e passarle. In questo modo le bucce rimangono nel passaverdure.

5 – Pesare le prugne e aggiungere 600 gr. di zucchero per ogni kilo di polpa, oltre al succo di limone.

6 – Cuocere a fiamma alta fin quando la marmellata aumenta di livello, abbassare il fuoco e mescolare di tanto in tanto. La marmellata sarà pronta quando una goccia fatta cadere sopra un piattino inclinato si rapprende subito scivolando a fatica.

7 – Sterilizzare un vasetto a chiusura ermetica, abbiamo già spiegato come.

8 – Riempite il vasetto con la confettura bollente lasciando 1 cm d’aria, e chiudete subito ermeticamente, capovolgendolo e lasciandolo raffreddare. Ripetete l’operazione con gli altri vasetti.

9 – Conservate in frigorifero

[Fonti: LeiWeb, immagine: Bake Cupcakes]

18 commenti a Una guida alle marmellate fatte in casa

  1. Per facilitare il tutto,io uso il microonde.
    Il lavoro e’ piu’ pulito, non si attacca alla pentola e in c/ca 20 minuti e’ fatta.Stessa ricetta,poco tempo e se ne puo’ fare in piccole quantita’.

  2. in frigorifero? ma no, non c’è bisogno. col sistema che descrivi (e che uso anch’io) le marmellate si conservano benissimo in qualsiasi luogo fresco e asciutto, e durano anni (ma è sconsigliato conservarle più di un anno: perdono in fragranza). l’anno scorso ho mangiato una marmellata di more del 2004…

  3. La mia esperienza:
    Consistenza spettacolare con 2 gr Agar agar per ogni kg.
    Se eccedi diventa gelatina. Questo ti permette di mettere meno zucchero (mi piaciono un pò aspre le marmellate) e far bollire di meno il tutto (maggiore resa).
    PEccato che la prova “goccia di marmellata su piatto” non funziona perché l’agar agar ha bisogno di un pò di tempo per agire e temperature basse.

    Domanda, ma dopo l’invasettamento non và ripetuta la sterilizzazione per garantire che neppure nel cm di aria lasciato ci siano microbi o è eccesso di prudenza?

  4. io dove toppo alla grande e’ nel creare la chiusura ermetica del barattolo. Le marmellate mi vengono bene (non per vantarmi, ma onestamente e’ cosi’…) ma non riesco a chiudere bene i barattoli. Sara’ che in America i barattoli sono diversi (giuro!)

    • Si, infatti l’ho scritto nel poast.

      Ora vediamo cosa serve per preparare le marmellate, precisando che anche noi sappiamo che la frutta cotta con lo zucchero si chiama confettura, e solo se si utilizzano gli agrumi si chiama marmellata. Ma distinguere ogni volta è molto noioso, non trovate?

  5. se non ricordo male, il dilemma confettura/marmellata è semplicemente una convenzione dettata da una direttiva comunitaria per distinguere (non so perché) le marmellate di agrumi da quelle (confetture) di altra frutta vendute negli stati dell’unione. comunque, se fra di noi le chiamiamo tutte marmellate non credo ci sia l’arresto ;-)

  6. Pingback: | Spigoloso

  7. Pingback: Macchianera

  8. Pingback: Perché la marmellata diventa densa | Spigoloso

  9. Pingback: Perché la marmellata diventa densa? | altraversilia

  10. sinceramente metto la marmellata nei barattoli solo quando è fredda cmq complimenti per come avete dato le informazioni in merito. chiare e concise. Bravi

  11. Pingback: Viaggiare? Sì, ma senza spendere! | Comunicangolo

  12. Pingback: Ricette | Meringhette di anacardo con confettura di ciliege | Spigoloso

Lascia un commento

1. Ospite
Commenta subito
2. Iscritto a Facebook o Twitter
Commenta con il tuo profilo social
accedi
3. Iscritto a spigoloso