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Ricette illustrate | Cucinare i calamari nella padella di ferro

Il calamaro ha tanti tentacoli. Ma quanti? Li avete mai contati? Sono dieci: otto più corti e due lunghissimi. E’ la parte che preferisco nella frittura, perché le ventose diventano croccantissime. Ma oggi non sono qui per menarvela col calamaro fritto.

Non se avete dei buoni calamari. Quelli buoni, che non si potrebbe ma in alcuni ristoranti li servono crudi e talmente freschi che se ci passi un dito sopra cambiano ancora colore. Ecco,  quei calamari lì non li friggete per favore. Correte a comprarvi una padella di ferro e poi agite come ho indicato nella volutamente sporchissima illustrazione qui sopra.

Togliete gli occhi, estraete l’uncino all’interno della testa e staccatela. Poi fate un taglio sull’altra estremità e fate scorrere dell’acqua salata all’interno e sciacquatelo infilando due dita all’interno del corpo, facendo attenzione a non staccare le uova, il nero ed il calamo (conchiglia cornea, anche detta penna).

Accendete il fuoco sotto la vostra padella di ferro, unta con della carta alla quale avrete fatto assorbire un po’ di olio, e metteteci dentro cinque o sei cristalli di sale grosso.

Quando il sale comincia a scoppiettare (attenzione agli occhi, se non volete passare il resto della vita con la benda nera su un occhio come i pirati) poggiate il vostro calamaro con il calamo verso il basso, questo vi permetterà di non farlo arricciare. Allo stesso tempo mettete a cuocere la testa, e a metà cottura tagliatela a metà.

Scottate bene il calamaro da questa parte, poi giratelo facendo attenzione a non far fuoriuscire i liquidi, e fatelo cuocere anche dall’altra parte.

Impiattate in una fondina estraendo il calamo e scaloppando il calamaro, in questo modo taglierete anche il nero, che fuoriuscendo formerà un intingolo con l’olio extravergine di oliva che aggiungerete alla fine, insieme a del pepe nero macinato al momento.

Finite il piatto mettendo sopra le due metà della testa, che in cottura si saranno arricciate. Ricordate di ungere la vostra padella di ferro dopo averla lavata.

Francesca Barreca

7 commenti a Ricette illustrate | Cucinare i calamari nella padella di ferro

  1. Barbara, posso farti i complimenti? Anche se le tue ricette illustrate non sono molto frequenti qui, tolgono alla rappresentazione patinata della cucina quella punta di falso

    • Ciao Stefano, anche se in effetti mi chiamo Francesca =), accetto con grande piacere il tuo complimento. In effetti quello che attribuisci alle mie ricette, è proprio quello che cerchiamo di fare (come Fooders) con la cucina.
      L’importante è non prendersi mai sul serio, no? Vale lo stesso in cucina! Ciao.

      • cara BArbara sei bravissima mi hai fatto reinventere un reperto di padella di ferro che mi ha dati seeri problemi. Ora con l’antiruggine va molto meglio. Sei un mito ma saresti stata anche di più se per esempio ti saresti chiamata FRANCESCA

  2. Pingback: Calamaro in padella di ferro « THE MIGHTY FOODERS

  3. Giovanna, lasciati dire che è veramente bellissima. Sia l’illustrazione che la ricetta. Mi hai fatto venire famissima. Sara’ che sono in Ammerega e mangio di legno? Secondo me no.

  4. Ciao e complimenti per la ricetta. Un solo appunto da ultimo arrivato (quindi spero di non prendere un granchio…). Io ho letto un po’ dappertutto che le padelle in ferro vanno pulite senza lavarle. Sconsigliano di lavarle perché se fatto costantemente, l’acqua le farebbe col tempo arrugginire anche se asciugate bene.

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