Piccola guida all’acquisto del miele
Il miele migliore d’Italia è un miele di corbezzolo sardo prodotto dall’Antica Apicoltura Gallurese di Berchiddeddu (Olbia), le cui 750 famiglie di api vivono nelle foreste di Sorulis, una zona non inquinata dalla splendida flora mediterranea. Così hanno deciso gli esperti della “Settimana del Miele”, il principale evento di settore in programma da oggi a Montalcino (Siena). Con l’occasione, ho pensato di passare in rassegna i mieli monoflora (più il millefiori) più meritevoli d’attenzione, diffusi o rari che siano. Che rapporto avete con il miele, vi piace? Quando lo mangiate? Quali sono le qualità che preferite?
MIELE DI CORBEZZOLO. Dalla pianta più caratteristica della macchia mediterranea che ricopre vaste zone della Sardegna si ricava il celebre miele amaro. Già citato da Orazio nell’Ars poetica, è raro perché il corbezzolo fiorisce da novembre a febbraio cosa che complica il lavoro della api a causa del freddo.
Colore. Ambrato nella fase liquida, nocciola chiaro a cristallizzazione completa.
Sapore. Dolce all’inizio, poi coperto dalla forte componente amara che lo ha reso famoso.
Abbinamento. Non semplicissimo da trovare, il miele di corbezzolo è ottimo sul pecorino, a fine pasto sulla ricotta, in Sardegna da provare sulle sebadas.
Produttore: Antica apicoltura gallurese, Berchiddeddu, Olbia.
MIELE DI CASTAGNO. Prodotto per un solo mese all’anno, tra giugno e luglio, è caratteristico dell’arco alpino, della dorsale appenninica e delle isole maggiori. I mieli di castagno a prevalenza di nettare hanno un colore più chiaro, se sono ricchi di melata assicurano invece un sapore meno amaro con odore a aroma pungente, motivo per cui non incontrano il gusto di tutti.
Colore. Ambrato con toni rossicci nel miele liquido, marrone quando è cristallizato.
Sapore. Dal poco dolce al decisamente amaro.
Abbinamento. Usato in molti dolci accompagna i formaggi specie se di pecora.
Produttore: Anna Alessio, Acri, Caltanissetta.
MIELE DI AGRUMI. La fioritura di limoni, aranci e mandarini avviene allo stesso tempo, cioè in primavera. Di conseguenza il miele è misto, il profumo ricorda quello dei fiori di arancio, il sapore è molto aromatico. Secondo gli esperti avrebbe spiccate proprietà calmanti.
Colore. Quando è liquido può variare da quasi incolore a giallo paglierino, da bianco a beige chiaro se cristallizzato.
Sapore. Equilibrato per dolcezza e acidità.
Abbinamento. Provatelo con il caciocavallo ragusano.
Produttore: Apicoltura Praconi, San Mauro Pascoli, Forlì.
MIELE MILLEFIORI. E’ il classico miele di primavera che si ottiene dagli alveari portati al pascolo quando i prati sono al massimo della fioritura. Si produce in tutta Italia ma cambia caratteristiche a seconda della zona di provenienza.
Colore. Sempre molto chiaro, bianco quando cristallizza.
Sapore. Equilibrato per dolcezza e acidità, ricorda un po’ le caramelle al latte e menta.
Abbinamento. E’ in assoluto il miele più usato in cucina.
Produttore. Apicoltura Carletti, Cremona.
MIELE DI TARASSACO. Prodotto durante la primavera specie in Friuli, Trentino, Veneto, Lombardia e Piemonte, ha caratteristiche che non incontrano il gusto di tutti. Per questo è diventato una specie di culto per gli estimatori che apprezzano il profumo molto intenso, quasi piccante.
Colore. Giallo acceso o beige.
Sapore. Dolce ma non troppo ha note amare poco percettibili.
Abbinamento. Con tutti i formaggi non stagionati o dai sapori non troppo marcati.
Produttore. Mieli Thun, Vigo di Ton, Trento.
MIELA DI ACACIA. La zona delle Prealpi insieme a Toscana e Emilia Romagna s ono classiche zone di produzione di questo miele. Molto gradito per le sue caratteristiche (colore chiaro, liquido, sapore delicato, molto dolce), gli vengono riconosciute dagli esperti qualità antiinfiammatorie per la gola e le patologie dall’apparato digerente.
Colore. Da quasi incolore a giallo paglierino.
Sapore. Molto dolce.
Abbinamento. Classico miele da tavola da abbianre ai formaggi erborinati.
Produttori. Marco Martelli, Villa di Tirano, Sondrio.
MIELE DI EUCALIPTO. Si ottiene dai boschi di eucalipti diffusi nella fascia tirrenica, dalla Maremma toscana alla Sardegna. E’ riconoscibile dal profumo, molto caratteristico, ha colore chiaro e sapore deciso. E’ considerato benefico se unito a tisane aromatiche per curare problemi ai bronchi.
Colore. Chiaro a riflessi ambrati.
Sapore. Equilibrato, a volte leggermente salato.
Abbinamento. Grana e parmigiano reggiano.
Produttore. Maura Mascia, San Gavino Monreale, Cagliari.
MIELE DI CARDO. Il cardo è tipico del paesaggio primaverile sardo, siciliano e in parte calabrese. Ha una fioritura bellissima da guardare e non toccare, le spine della pianta non perdonano. Meglio così, l’accesso è riservato alle api. Chiaro dal profumo speziato, intenso, e il sapore molto gradevole.
Colore. Chiaro, tendente all’ambrato con toni di verde.
Sapore. Gradevole e persistente per la presenza di ferro.
Abbinamento. E’ un ottimo dolcificante per latte e ricotta.
Produttore. Sebastiano Carollo, Carini, Palermo.
(La Nuova Sardegna, Cookaround, Apicoltura Pracani, Mieli Thun, immagine: Flickr/Gialuca Lo Cicero)












Grazie per questo articolo!
Sono una miele-dipendente, soprattutto in inverno, e mi fà piacere leggerne qui!
Intendiamoci io il miele ne mangio a vagonate, ma sono ancora profondamente ignorante. E’ una scoperta recente questo amore, e vado ancora un po’ a tentativi, tant’è che non ho le idee chiarissime.
Lo adoro sul pane e sulla ricotta (con frutta secca please!), nella pappa d’avena, nello yogurt greco a colazione con le noci.
Scoperta piacevole e recente la possibilità di usarlo con le carni e le verdure al forno.
Segnalo il miele di timo, che trovai in Grecia durante una vacanza. E’ un miele chiaro e ambrato che ho trovato piuttosto equilibrato anche se leggermente aromatico.
Con lo yogurt greco era la fine del mondo!
Il buonsenso insegna…
non comprare mieli “industriali” (senza fare nomi, quelli più pubblicizzati). Non sono nient’altro che una miscela di mieli provenienti da diversi continenti (Sud America, Europa, etc) riscaldata affinchè non cristallizzi (il miele cristallizzato è genuino). Essendo riscaldato il miele perde le poche vitamine che contiene e diventa, di fatto, acqua e zucchero.
Meglio approvigionarsi dall’apicoltore di fiducia…ma anche qui…attenzione!
Ci sono apicoltori “artigianali” che senza scrupoli usano vari acidi organici se non antibiotici per curare le malattie delle api. Ad un punto dovrete fidarvi del vostro apicoltore ma scavate a fondo e andate a cercare quello con il comportamento più corretto.
Sul miele artigianale una precauzione di carattere sanitario.
In teoria può contenere spore di botulino che li rimangono proprio in quanto non trattato. Negli USA sono descritti alcuni casi/anno di botulismo (malattia decisamente pericolosa quando non diventa mortale) in bambini piccoli cui è stato somministrato miele. Da qui la raccomandazione da parte dell’Accademia Americana di Pediatria di evitare questo alimento sotto l’anno di età (proprio perchè il livello di contaminazione è talmente infinitesimale da poter essere pericoloso solo per i più piccoli)
Questo rischio NON esisterebbe con i mieli “industriali” in quanto pastorizzati.
Ovviamente resta la raccomandazione pediatrica a non abusare comunque di zuccheri semplici (miele compreso) nei primi anni di vita sia per prevenire l’obesità infantile dilagante sia per NON fare la gioia dei dentisti (carie da biberon o da ciuccio intento in zucchero/miele)
[...] Piccola guida all’acquisto del miele [...]
Miele di Castagno: in assoluto il mio preferito.
Il miele di Corbezzolo poi con quel retrogusto che a me ricorda il caffé appena macinato, mi manda in visibilio.
Acacia, Cardo, Agrumi, Melata sono buonissimi, ma ne consumo di meno.
Nello scaffale però ho anche miele di Sulla, Asfodelo, Rosmarino, Lavanda. Particolari e neanche a dirlo, sublimi.
Il millefiori è quello che amo di meno, una sorta di ripego quando manca il resto (mai, nel mio caso).
Marika