Letti e mangiati | Regaliamo “Piccolo ricettario per cuochi perdigiorno” di Roberta Deiana


In cucina siamo spesso soli, noi, la cipolla, e al massimo un pezzo di manzo che ti dice ciao, cuocimi. Coinvolgere gli altri è un’impresa, essì che cucinare dovrebbe essere una festa. Come antidoto alla noia ecco “Piccolo ricettario per cuochi perdigiorno” (Edizioni Bietti , 16€) di Roberta Deiana, una foodstyilist. Sembra un ricettario, e lo è, ma serve soprattutto a dare la carica, a mettere allegria. 73 ricette presentate con stili di scrittura imprevedibili, dal diario di Barbie o di Melissa P. al curriculum vitate (della pizza, però).

Spigoloso regala “Piccolo ricettario per cuochi perdigiorno
Cosa fate per distrarvi quando cucinate, specie se nessuno vi vede? Serenata al mestolo? Due passi di danza con lo scolapasta? Istruzioni del pelapatate lette per intero? Confessate nei commenti tutte le abitudini, anche le più imbarazzanti: abbiamo due copie del libro da regalare, e voi avete tempo fino a mercoledì 16 giugno per provarci.





12 commenti a “Letti e mangiati | Regaliamo “Piccolo ricettario per cuochi perdigiorno” di Roberta Deiana”

  1. ely cinescopio ely cinescopio commenta:

    La cucina molti giorni diventa la mia cattedra, ebbene si, di nascosto dagli occhi di tutti mi metto a insegnare ciò che sto cucinando. “ora prendete la sfoglia la adagiate su un piano freddo e iniziate a tirarla con questi movimenti….”. Divento lo chef, la maestra cuoca di alunni immaginari e sempre attenti. Mi faccio domande con altre voci, e mi do risposte risolutive.Torno bambina, diventando grande!!

  2.  Azalais commenta:

    Non ho una cucina. Ho un panopticon. Abito al primo piano di un condominio di cinque piani, di fronte al cancelletto di accesso. Giurin giuretta non vorrei, ma vedo e sento, non vista o vista poco, chiunque passi. Al mattino, mentre faccio il caffè, passano quelli che escono per andare al lavoro. I miei vicini fanno tutti lavoro d’ufficio, a giudicare dal loro abbigliamento, camicia a maniche lunghe e pantaloni ben stirati per gli uomini, tailleur per le donne. A volte qualcuno trascina tenendolo per mano un bambino ancora intontito dal sonno. A ora di pranzo li vedo tornare. La cartella è sulle spalle dei genitori, i bambini corrono in avanti, affamati. Le mamme spesso portano con sé i sacchetti della spesa. Molti uomini non ci sono: pranzeranno in ufficio, penso. Nel pomeriggio, i bambini escono a giocare con la palla nel giardino condominiale. Qualche signora va per negozi, non negozi chic, lo capisco dalle buste con cui riportano a casa il loro bottino. Verso le sei, ecco i mariti, accolti dai bambini e da qualche litigio coniugale. A volte devo spegnere lo sbattitore per capire quello che succede appena fuori, le liti sono sempre una miniera di sollazzo.

    La sera, quando preparo la cena, non vedo più nulla. La finestra del panopticon è oscurata: chiudo la serranda. Sapete, non ho le tende, e con la luce accesa da fuori si vede quello che succede all’interno della mia cucina. Detesto sentirmi spiata.

  3. Maurizio Maurizio commenta:

    Mentre l’acqua si appresta al bollore preparo i piatti, uno, due, ma sì, tre… le foglie di basilico lucenti e profumate si amalgamano nel trito di mandorle e olio, uno sguardo alla finestra, un orecchio ai primi ragazzetti che nel campetto della chiesa sotto casa già urlano tirando calci ad un pallone, mi sono ricordato il peperoncino? Istinto, copia e incolla, aspetta che ridò un’occhiata al sito, Sonia sostiene ci si debbano mettere i capperi… Eliana una punta di zenzero fresco grattugiato… l’istinto, mio unico consigliere alla fine la spunta, una foto, il piatto si fredda… ma non erano due o tre? Sì, perchè come al solito non mi riesce di cucinare per me soltanto. Mangio con gusto, soddisfatto, mi appresto a rigovernare e la mente vaga, cosa cucinerò per cena?…

  4. Michelangelo Michelangelo commenta:

    il tempo e il tempismo sono fondamentali in cucina. bisogna agire prontamente e, talvolta, saper attendere. Le attese, ecco, quelle ti fregano e, di norma, le affronto in due modi drammaticamente opposti:
    1. l’Om della crema. fiamma bassissima, consistenza vellutata e diluita, il cucchiaio di legno gira gira gira, in senso orario, regolarmente, lo sguardo fisso sulla crema che progressivamente si addensa. E’ il mantra della pasticceria e funziona.
    2. dissimulazione del filone. Rinfresco serale del lievito madre, sveglia domenicale di buon mattino, lavorazione manuale dell’impasto, accudito amorevolmente nella lievitazione e successiva preparazione, una volta infornato è tenuto d’occhio soltanto dal timer mentre inganno l’attesa con l’xbox (mero rigurgito adolescenziale). Panettiere…scusi, a chi?!

  5. Cey Cey commenta:

    Parlo ai lievitati. Quando nessuno mi vede li coccolo e nel momento in cui sto per alzare il panno dalla ciotola chiedo all’impasto di essere lievitato, ogni tanto nei brutti momenti lo prego anche.
    E litigo con le patatine fritte, tipo che se qualcuno entra in casa e mi vede non visto sono lì con una spatolina davanti a una padella bollente che insulto le patatine borbottando “Allora? Ci spicciamo? aspetto voi biiiiip?!”

  6. Tazio Tazio commenta:

    avete mai visto steven seagal in “trappola in alto mare”?! Con un trinciante in mano mentre sminuzzo un soffritto mi vedo molto mooolto pericoloso. Anche se a temere di più per la loro incolumità sono le mie dita!

  7. Cleare Cleare commenta:

    Da studentessa fuorisede i tempi in cucina spesso son risicati..e ora con questo caldo la voglia di accendere qualsiasi aggeggio ke produca calore..xò cucinare per me ha anke un effetto rilassante e quindi quei momenti di solitudine davanti a quello che diventerà il mio pasto me li godo. Musica alta o al contrario bassissima (se mi devo concentrare su quel ke devo cucinare), minuti interminabili passati ad osservare un frigo sempre + vuoto, la tentazione di prendere l’ennesima scatoletta di tonno e spiattolarla in un’insalata di pomodori, e poi comincio a prendere gli ingredienti..uno a uno..e pian piano il piatto si crea..qualke ballettino..qualke canzoncina demenziale (spesso i 3 porcellini), zucchero o sale o simile che inevitabilmente mi cade dappertutto, tagliare, assaggiare (e quando nessuno mi vede ke combino..), costruire il mio simil bento box nel piatto e poi finalmente son pronta per mangiare..e qui..beh qui c vorrebbe qualcuno con cui mangiare..ki mangia da solo..e allora mi invento un amico immaginario. Chiacchiero del + e del meno..divento una pazza. Il tempo di lavare i piatti e ritorno quella di sempre..si meno pazza ma anke meno divertente!

  8. Rossella Rossella commenta:

    La cosa più strana che faccio in cucina è…parlare con gli ingredienti, fare i complimenti all’impasto in lavorazione.
    Il mio però interlocutore prediletto è l’impasto del pane o lo stesso lievito madre. Gli parlo, gli incito amichevolmente, speranzo che anche questo ingredienti segreto :) possa fare la differenza.
    Risposte? In bontà.

  9. Io in cucina ho dei riti. E vanno assolutamente rispettati. Prima di tutto, quando preparo dolci, devo stare in religioso silenzio. Come un chirurgo nella sala operatoria, niente schiamazzo, niente chiacchiere inutili: i miei interlocutori sono le uova, lo zucchero e il lievito. Io e il delirio dei sensi. :)
    Mentre quando cucino cibi salati, la trasformazione: la radio deve avere un bel volume e riempire l’aria di nostalgici anni ’8o e ’90, mentre l’altra me prende vita e balla sinuosa per la stanza brandendo microfoni di fortuna e canta a squarciagola, mentre immagina di essere sexy e burrosa come Nigella Lawson! I miei amici non sapranno mai di questa “seconda vita”…

  10. Complimenti a Cey e Rossella: vi siete aggiudicate il libro!

  11. [...] la pizza al taglio (16)Attenzione: questa NON è una "variazione di panzanella svuotafrigo" (12)Letti e mangiati | Regaliamo "Piccolo ricettario per cuochi perdigiorno" di Roberta Deiana (10)Ricette per ragazze che guardano i mondiali: caponate non estranee al gol di De Rossi (8)Meglio [...]

Lascia un commento

1. Ospite

Commenta subito inserendo il tuo nome ed un indirizzo email.

2. Iscritto a Facebook o Twitter

Clicca sui pulsanti per commentare con il tuo profilo Facebook o Twitter.

3. Iscritto a Spigoloso

Registrati o accedi per commentare.

Puoi aggiungere un'immagine al tuo commento cliccando qui.