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Letti e mangiati | Regaliamo “Pane e bugie” di Dario Bressanini

Non so voi, ma quando entro nel reparto saggistica delle librerie mi parte un incontrollabile sbadiglio. Eppure, esiste un mercato enorme di titoli divulgativi, diciamo così… abbordabili, nel quale ho fatto il mio pomposo ingresso con Pane e Bugie, ultimo libro del chimico Dario Bressanini. L’autore, già famoso tra i foodblogger per la mousse con cioccolato e acqua più altre meraviglie,  affronta in agili capitoli i temi trattati nel suo blog. Dagli OGM al biologico, dagli elementi cancerogeni alla fragola-pesce, Bressanini racconta i più recenti falsi miti del rapporto tra scienza e cucina, e li smonta. Da una parte la fonte, la notizia e la sua diffusione; dall’altra il fondamento scientifico, il metodo dimostrativo, le conclusioni. Sia chiaro, è una lotta impari in cui a vincere è la scienza, spesso a discapito del gusto, perché è evidente pure ai pomodori che Bressanini non sarà mai un vero gourmet. Pazienza, avremo imparato un po’ di sano scetticismo, e ci saremo liberati di qualche pregiudizio (di quelli che preservano lo status). Tutto è scritto con arguzia in un testo di  vera divulgazione scientifica.

Spigoloso regala Pane e bugie.
Quand’è stata l’ultima volta che vi siete ricreduti a tavola? Chi o cosa vi ha fatto rimangiare i pregiudizi che avevate su un alimento, un piatto? Avete mai messo alla prova qualcuno per scoprire se le cose sono proprio come dice lui? Regaliamo due copie di “Pane e bugie”, dite le vostra fino alla mezzanotte di mercoledì 21, poi i commenti a questo post saranno chiusi.

20 commenti a Letti e mangiati | Regaliamo “Pane e bugie” di Dario Bressanini

  1. Dopo la stroncatura di Tomacelli su Dissapore di questo libro mi pare un controsenso regalarlo. L’ho già sfogliato in libreria e sinceramente l’ho riposto un po’ deluso. Mi sembra un collage con poche aggiunte di roba già vista sul blog di Bressanini. E in conclusione cosa dice: occhio che sul cibo vengono dette cose assurde, tutto e il contrario di tutto, enormi bufale: ma quali sono le armi per capire chi ha torto e chi ha ragione? Aspettare che esca una pubblicazione scientifica? Mah

    • Pier, perdonami, ma l’invito a leggere questo libro serve anche a evitare prese di posizioni come la tua, in cui basta sfogliare qualche pagina e ascoltare un’opinione per decidere che tutto il libro è inutile. Bisognerebbe sempre conoscere a fondo l’altrui opninione prima di scartarla del tutto, ed è proprio questo il messaggio di Bressanini, utile quanto o di più del contenuto con cui veicola questo messaggio.

  2. io sarei curiosa di leggerlo. stimo bressanini e l’argomento mi interessa perché ne so poco e non so mai cosa pensarne. probabilmente continuerò a non sapere cosa pensarne anche post-lettura (almeno per quanto concerne gli ogm), ma altrettanto probabilmente continuerò anche a preferire il biologico al convenzionale.

    pier: su dissapore il libro non è stato “stroncato”, perché, se non ho capito male, l’autore dell’articolo non l’ha letto. se così non fosse chiedo venia. e comunque quell’articolo non impedisce a nessuno di volerlo leggere (anzi…)

  3. Effettivamente la discussione su Dissapore mi è sembrata alquanto sopra le righe e un filo “ideologica”: se si è “a favore” degli OGM non si può essere che “il nemico”, da cui il relativo dibattito, alquanto acceso. La questione di fondo è che dietro a tutta la questione ci sono forti interessi economici, sia da parte di chi vuole aprire nuovi mercati sia da chi vuole consolidare i vecchi, magari proprio sfruttanto la paura del diverso o del nuovo. Con giudizi a volte conditi dalla precomprensione ideologica verso le multinazionali e i loro prodotti, visti come “cattivi” per definizione.
    Il libro non l’ho letto, ma apprezzo lo stile e i contenuti del blog. Di buono c’è che la presente discussione può spingere qualcuno che si sente saldo nelle sue idee a informarsi “sull’altra sponda” e forse a rivederle o forse a consolidarle.

  4. Se si tratta di decidere cosa fa bene e cosa fa male esiste solo un metodo: l’indagine scientifica. Il resto sono chiacchiere da bar (o trattoria).
    Apprezzo Bressanini e come affronta le questioni in maniera, appunto scientifica.

    • @Ganascia: io non ne sarei così fiducioso, sono tanti e tali i fattori da indagare che non è così facile tenere in conto tutte le diverse possibili combinazioni. E’ il cosiddetto riduzionismo, e a volte, ops ci si è dimenticati di qualcosa. Mi fido di più del consiglio di Pollan, di mangiare come mangiavano i nostri nonni.

      • Che i nostri nonni mangiassero sempre e solo cose genuine è da dimostrare…
        (Pier prendo solo spunto dal tuo commento.)
        E’ molto probabile che mio nonno mettesse troppo bisolfito nel vino e mia nonna troppi nitriti nelle salsicce, ma non per malafede, solo per ignoranza. Se un po’ faceva bene se ne metteva un un bel po’ a occhio… hai visto mai?
        Ben vengano gli studi successivi e le dosi farmaceutiche consigliate per alcune sostanze o i divieti assoluti.
        In passato ci siamo spesso avvelenati senza saperlo.
        Come a volte ci avveleniamo oggi.
        Sono le generalizzazioni il male di questo mondo. C’è il prodotto industriale artefatto e di bassa qualità che è dannoso come c’è il prodotto industriale di buona qualità e controllato che è di sicuro meglio del prodotto artigianale fatto a casaccio a rischio botulino (tanto per dirne una).
        La vera soluzione secondo me è leggere, informarsi e cercare di distinguere.
        Non fare le crociate.

  5. La mia ex coinqulina, sarda D.O.C., mi ha fatto ricredere sulla mia idea preconcetta che per fare un buon arrosto servano aromi e condimenti altrimenti o non sà di niente o sà solo di grasso!

    Con lei e alcuni amici abbiam mangiato un maialetto arrosto fatto da lei, arrostito nel mio forno, senza niente di niente, condito solo di sè stesso, che aveva un unico difetto, essere troppo poco.
    Ce lo siamo rubato dalle mani.
    Ora sò per certo che è la materia prima che fà il buono!!

    Sul libro non mi esprimo, primo perchè non l’ho letto e secondo perchè sul cibo, nella comunità scientifica si dice tutto e il contrario di tutto (es. il colesterolo! C’è quello buono, c’è quello cattivo, forse non è vero che dipende dai grassi animali, dipende da quanti omega 3 assumi, ma non troppi omega 6 altrimenti è un casino).
    Però, non sapendo nè leggere nè scrivere, beh..io dico che se un libro che aiuta a farsi delle domande e non ad accettare tutto quello che ci viene propinato dai media comuni come oro colato..beh, ben venga, sia che abbia torto, sia che abbia ragione sia che non si sappia mai!!!

  6. Se quello che Pier dice è vero, e non ho motivi per dibutarlo, allora non ha senso comprare questo libro se poco aggiunge ai post presenti sul blog di Bressanini. Ho già visto altri libri di altri blogger che altro non erano che una collezione di post.

    Per curiosità: in base a cosa vengono scelti i commenti che dovranno essere premiati con una copia del libro?

    • Enrico: diciamo che se uno ha la curiosità di leggerlo è un primo passo :) Il senso è raccontare di quando ci si ricrede a tavola, di quel processo, che può essere “papillare” o intellettuale, che fa cambiare idea su un piatto, o sull’idea del piatto. Il senso profondo del libro di Bressanini, al di là degli esempi con cui porta avanti il discorso, è appunto questo: basta con le idee preconcette, smentiamo i luoghi comuni applicando metodi diversi di ragionamento. Una cosa del genere accade anche a tavola, a molti livelli. Non sono in molti quelli che hanno voglia di smentirsi, io li sto ancora aspettando :)

  7. “ia chiaro, è una lotta impari in cui a vincere è la scienza, spesso a discapito del gusto, perché è evidente pure ai pomodori che Bressanini non sarà mai un vero gourmet.”

    Ma povero Bressanini… :-D

    e dove è dimnostrato che le due cose siano inconciliabili? che ne sanno i pomodori? ;-)

    • Daniela, no dai: io stimo Bressanini, davvero, però leggendo il suo blog e anche il suo libro, salta agli occhi che Bressanini non possiede quell’istinto alla salivazione rispetto a certi alimenti che caratterizza certi gourmet. Secondo me un vero gourmet si distingue per avere passioni, barriere, e anche preconcetti molto più forti di quelli che Bressanini sembra avere quando parla di cibo: il suo atteggiamento moderato lo rende poco monomaniaco del gusto, almeno all’apparenza.
      A me sembra uno che si accontenta della pizza da freezer, se è ben conservata e se viene scongelata correttamente. Ma questa non vuole essere una critica negativa, perché essere o meno un gourmet non rende certo migliore o peggiore una persona. Spero sia chiaro quello che volevo dire, ecco :P

      • Ma stai scherzando?
        Non hai letto il post sul formaggio di malga che lui si è andato a cercare e ha allegramente mangiato indipendentemente dalle unghie nere del casaro?
        Il punto non è se a Bressanini piace mangiare o meno, e secondo me gli piace, quanto smontare le bufale e fare della sana divulgazione scientifica in un paese che di scienza sa poco o nulla.
        Comunque se non lo avete ancora assegnato, a me il libro farebbe molto piacere e se lo avete già assegnato me lo comprerò.

      • Mariachiara, ma io non discuto la situazione attuale, evuntualmente, può darsi che Bressanini non abbia un gusto raffinato (non lo so).
        Io mi riferivo alla proiezione futura dei pomodori che affermano che Bressanini “non sarà mai” un vero gourmet. Mi pare azzardata.

        A parte gli scherzi: come fanno a dirlo (sempre i pomodori?), leggono nel futuro?
        Nemmeno se lui si applica lo sarà mai?
        Ecco, sempre se i pomodori mi leggono, mi sembra un giudizio limitante e non corretto.

        Ma povero Bressanini!!!

        :-D

    • ben noto collante per orli dell’i*kea. .no dico, me lo dici cosec?!forse mi stai sdalanvo la vita a dire il vero gli orli delle tende li ho gia’ fatti tuuuuutti a mano (stortini) e alla fine della fiera solo una cosetta ho sbagliato alla grande: prendere le misure. Inspiegabilmente le tende, da lunghe che erano, ora sono tende da c’ho-l’acqua-in-casa

  8. @Morgaigne, no, me l’ero perso e sono andata a cercarlo. Vedi, a me quelle unghie fanno gola :P

    @Daniela: i pomodori voleva essere una citazione dal suo libro, dal capitolo in cui parla dei pomodori antigelo.
    Il “sarà” può anche essere inteso in un senso “condizionale”, figurati se posso mai pensare che ci sia qualcosa di assolutamente vero (o falso) dopo aver letto il libro di Bressanini :D

  9. Ancora in tempo per lasciare il mio commento ne approffitto subito!!!!
    Questo libro se non me lo regalate voi lo comprerò sicuramente io per regalarlo a mio marito perchè lui è “il Predicatore”, come viene definito da me e dai nostri amici più intimi. Nel senso che lui è quello che a casa mi butta le cose quando scopre, leggendo da qualche parte che contengono qualcosa che fa male, come quella volta che mi buttò (preso e buttato nella pattumiera!)il barattolo appena comprato della noce moscata perchè sostiene che è cancerogena (essendo medico avrà pure ragione), ma mia madre l’ha sempre usata ne l purè e mi sembra senza conseguenze, oppure di quella volta che in una cena tra amici al ristorante iniziò una vera e propria”filippica” sull’acqua migliore da bere non al palato ma dal punto di vista delle analisi chimico-fisiche, che durò quasi tutta la cena tant’è che a casa si comprava solo Sangemini mentre ora la filtriamo addirittura, oppure mi vieta di comprare salame perchè pieno di nitriti tranne che non sia biologico, naturalmente.
    Io dico che non bisogna fare del terrorismo culinario, è vero che alcuni alimenti è meglio mangiarne pochi, ma non si può nenche essere ossessionati dal cibo.
    Meglio poco, ma buono è il motto quotidiano ….ma ogni tanto vorrei pure poter mangiare una fetta di salame!!!!!!!

  10. Leggo sempre con interesse gli articoli di Bressanini, soprattutto le sue ricette scientifiche e li trovo molto curiosi e sinceramente vorrei leggere il libro ”pane e bugie” che non ho però ancora acquistato.
    Ho letto i vari commenti e le varie discussioni che sono scaturite dalla pubblicazione soprattutto a riguardo degli ogm e delle critiche rivolte al bio, ma non esprimo giudizi se non prima di averlo letto personalmente.

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