Le svariate volgarità che ho riservato al Taglia Mela
Ho capito con grande soddisfazione che attraverso il taglia mela a spicchi è possibile complicare un’operazione di per sè banale. E spinto dallo spot televisivo di una nota mela trentina sono stato sopraffatto dal desiderio di possederne uno, di assaporare finalmente un frutto tagliato a dovere, millimetricamente perfetto. Per il primo taglio ho dovuto in rigorosa successione: 1) posizionare sul tavolo della cucina un tagliere di legno, 2) lavare la mela, 3) calibrarla in posizione eretta, 4) centrare il tagliamela e zac. Con un colpo secco ho magicamente assistito alla moltiplicazione in dodici spicchi, di cui quattro finivano rovinosamente a terra spostati dall’urto che evidentemente non era proporzionato al tipo di sforzo richiesto.
Le svariate volgarità pronunciate mi hanno accompagnato nella raccolta dei resti sparsi sul pavimento. Ma pazienza. Mi sono seduto e ho ammirato il lavoro compiuto, ho impugnato un coltello iniziando a pelare ciò che era stato salvato dalla furia del mio taglio. Poi l’inaspettato: sbucciare un dodicesimo di mela (frutto peraltro non di dimensioni extra large) mi ha causato una leggera ferita alla base del pollice.
Altre volgarità sottolineavano l’accaduto.
La cosa è risultata particolarmente noiosa: ho dovuto chiedere l’intervento di mia moglie per la medicazione. Un successivo tentativo mi è stato impedito dal cerotto che in quella stupida posizione non voleva saperne di tamponare; ho dovuto desistere ed abbandonare.
Svariate volgarità hanno seguito anche questa decisione.
Ho richiesto nuovamente aiuto: questa volta risolutore. Come premio per la costanza e per il dolore mi sono stati serviti su un piatto quattro esili spicchi che parevano patatine fritte. Li ho mangiati e ho preso coscienza che erano fantastici. O forse no, forse era solo un sospiro di sollievo.
Ora vorrei solo conoscere chi detiene il brevetto del taglia mela per chiedergli, con grandi occhi: ma perche?
(Westmark Taglia Mela 10 spicchi in alluminio, 11,90 euro)











è un oggetto barbaro che dovrebbe essere abrogato!
Io credo che sia utilissimo se mangiate la mela con tutta la buccia.
ma non sarebbe più semplice morderla? e se la mela fosse di quelle irregolari? e se fosse tanto grande da non entrare nel tagliamela?
sono dubbi che mi attanagliano.
ne ho anche un altro.
sei l’inventore del tagliamela?
Se avete delle ottime mele annurche campane, FORGET TAGLIAMELA.
Auguri a tutti
un altro oggetto che dopo una settimana, massimo due, finirà in fondo a quel cassetto della cucina dove si fanno compagnia tutti quegli oggetti bellissimi e decisamente poco pratici…
per me per tagliare e sbucciare esiste solo il coltello.
odio tutti quegli attrezzi inutili che poi ci metti una vita a pulire e non funzionano mai come ti aspetti.
Mah, probabilmente può essere di qualche utilità per chi fa molte torte di mele e strudel. Comunque, forse la mela sarebbe meglio sbucciarla prima.
Se la mela è “bio” (ovvero del contadino più vicino) mangiala con la buccia, dove per altro si trova la maggior parte delle vitamine…oppure sbucciala prima, io faccio così.
Buone Feste!
faccio dolci per un locale, quindi in quantità, e per me il taglia mele è fondamentale.
sbuccio le mele (15-20 a volta) col pelapatate poi giù con l’aggeggino. così risparmio quasi un’ora rispetto a prima.
se poi la mela (bio) per me, la lavo e la mangio a morsi. e via
Mah, vi dirò: io uso spesso il tagliamela, quello dell’Ikea a 8 spicchi. Non mi è mai caduto nulla per terra, pelare con lo spelucchino un ottavo di mela è infinitamente semplice e veloce e poi c’è un altro vantaggio: diverte i bambini che alla fine si mangiano la mela. Si divertono a tagliarla facendo la scenetta tipo spada nella roccia al contrario (tipo che la mela è fatta di un qualche polimero resistentissimo e ci dobbiamo mettere tanta forza tutti insieme per farci passare attraverso il taglia-mela) e le fettine risultanti sono delle dimensioni perfette per loro. E mangiamo mele. Divertendoci. E tutto sommato lascio pure meno scarti di quando la mangio a morsi (in prossimità del torsolo sopraggiunge l’accidia).