Il designer non cucina mai, ora ho le prove (1)


Sono afflitto dal morbo della curiosità, cosa che mi porta al perentorio cazzeggio. E nel mio girovagare internettiano non posso non farmi prendere dalle linee odalische di… certi siti… di certi designer con… certe idee… di certo improbabili. Lascio a voi un estratto — ma non senza licenza di condiverne altri — su oggetti della tavola fantasiosi, bizzarri, di più: inutili. E confido nella vostra esperienza per trovarne ancora.

Dejection-Molding project di Manuel Jouvin.
L’idea dovrebbe essere quella di creare un packaging colorato prodotto con escrementi di lumache. Jouvin ha appurato (perchè?) che la colorazione in tonalità differenti è data dal tipo di alimento che le lumache assumono. Dunque nutrendole a dovere ci regalano dei cadeau viola, gialli, blu… a nostro piacimento. Ma non basta. Recuperando gli escrementi, il designer francese ha pensato di cuocerli per ottenere un materiale adatto all’imballaggio, facilmente modellabile ed estremamente resistente. Così da formare un graziosissimo alveare in cui riporre, ma tu pensa, escargot. Il mio scarso francese non mi ha impedito di andare a fondo, notando che il progetto è stato presentato al Seoul Design Fair 2010 e che nasconde un’idea di sostenibilità ambientale. Però non mi basta, e dal mio pulpito consumistico non voglio accettare di dover guardare la tavolozza dei colori degli escrementi di lumaca. E dover scegliere… anche perchè i colori sono proprio tanti! Voi, in caso, potete farlo qui.

Cooka di Maurizio Maiorana.
Il designer torinese ripropone la vecchia cucina portatile in chiave moderna: piano in silicone e piastre in argento. L’obiettivo è quello dell’eccellenza: ottimo isolamento termico resistente a temperature che variano da -60° a +280°, leggerezza, la più elevata conducibilità termica possibile, tasti touch per regolare la temperatura di utilizzo, ed una serie di Led ad incorniciare le piastre. Tutto condito con sapiente eleganza e nuove forme, un tocco di design per rendere il cucinare qualcosa di più glamour. Tutto perfetto. Per essere bella lo è davvero. Adesso vorrei solo sapere il prezzo. E quale bisogno abbiamo di rendere eccentrica e costosa una cosa che deve solo essere pratica e economica. Che ci servirà forse quelle due o tre volte in dieci anni. Ma andare al ristorante no?

Hot Plate di Ami Drach & Dov Ganchrow.
L’idea è quella di avere un piatto autoriscaldante per non fare mai raffredare ciò che stiamo gustando. Dei circuiti elettrici posti sulla parte inferiore funzionano come un piano ad induzione che genera calore. E mentre ne leggo le caratteristiche tecniche mi chiedo dove sia collegata la corrente; poi la vedo, sottoforma di una presa posta alla base del piatto. Sono spaventato. Potrei scottarmi, o potrebbero infilarmelo nella vasca mentre faccio il bagno, oppure potrei prendermi una scossa, o potrebbe scaldare troppo o addirittura cucinare mentre mangio. Non lo voglio.

Schnittstelle di Mijalkovic Milan & Urbanek Katharina.
Partiamo da una certezza: per consumare i pasti circa 1 miliardo di persone nel mondo utilizzano le posate, forchetta coltello cucchiaio. Perchè dunque non eliminare gli utensili d’acciaio per creare delle protesi da inserire come prolungamento delle dita? Tutto sarebbe più facile. Non nascondo che vorrei provare, solo per incazzarmi, e comprendere, che per pensare un’idea del genere uno solo non bastava.

(Crediti | Link: Manuel Juovin, Maurizio Maiorana, Amidov, Twoday)





7 commenti a “Il designer non cucina mai, ora ho le prove (1)”

  1. MAurizio MAurizio commenta:

    A me le posate “da dito” sembrano geniali, specie per indurre i bambini inappetenti a mangiare .. :-) )
    Magari un filino scomode (specie il coltello, mente il cucchiaio secondo me va “montato al contrario)) ma meno delle bacchette cinesi.
    Ma se le trovo le compro .. :-)

    • MAurizio MAurizio risponde:

      Immagino poi che il cavo del piatto elettrico serva solo per scaldare il piatto prima del porzionamento e per mantenere il vcibo caldo ma vada staccato mentre si mangia.
      Sui contenitori in caccadilumaca non mi pronuncio …
      (anche perchè immagino saranno ecocompatibili, ma con costi stratosferici: quanta manodopera e tempo/pazienza ci vuole per raccogliere abbastanza materia prima ???)

  2. Silvia Silvia commenta:

    Il più bel post dal 1964 ad oggi….

  3. [...] (15)Buy buy, baby | iGrill (8)Gesti indispensabili in cucina fatti con gli attrezzi giusti (6)Il designer non cucina mai, ora ho le prove (1) (4)Il bulgur non è roba per donne in fissa con la cucina mediorientale (3)A cacio e pepe state of [...]

  4. Maurizio Maiorana Maurizio Maiorana commenta:

    Caro Marco, ti sei appena guadagnato un invito a cena! Userò i fornelli tradizionali. Promesso.

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