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Oggi dolci | Le graffe napoletane, ciambelle ripiene di patate


Capisco di essere un caso disperato di casalinghitudine ma quando voglio trasformare ventiquattr’ore qualsiasi in un giorno allegro e goloso faccio le graffette. Prendi oggi che è il primo giugno, niente sole, niente rivista da sfogliare sotto l’ombrellone guardando l’orizzonte, come svolto l’ennesima giornata segnata da una noiosa pioggerella? Impasto le mie graffette. Se avete modo, provateci anche voi e ditemi se non ho ragione.

Ingredienti per una quarantina di graffette piccole:

500 gr di farina manitoba
400 gr di patate lesse (pesate crude e di tipo “vecchio”)
70 gr di burro
2 uova
1/2 bustina di lievito disidratato o mezzo cubetto fresco
50 gr di zucchero più altri 50 circa per guarnire
scorza di limone bio grattugiata
cannella in polvere (facoltativa)
olio di arachidi q.b

- Lesso le patate con la buccia. Nel frattempo, preparo la farina a fontana, nel centro metto le uova, lo zucchero, il burro a temperatura ambiente, il lievito e le patate schiacciate, un pizzico di sale e la scorza di limone.

- Comincio a impastare dagli ingredienti centrali per poi incorporare man mano la farina. Impasto con energia per 10 minuti; se è necessario aggiungo altra farina, ma l’impasto deve risultare un po’ appiccicoso. Lascio riposare l’impasto per un quarto d’ora affinchè perda elasticità.

- Faccio tanti piccoli salsicciotti di dimensioni simili, circa 6-7 centimetri che chiudo a cerchio, anzi non li chiudo, lascio aperte due codine.


A questo punto aspetto che lievitino. Il tempo che serve non è mai lo stesso ma è difficile che la lievitazione sia completa prima di due ore. Altrimenti, iniziate a friggere le graffette quando sono raddoppiate di volume usando olio caldo in abbondanza (non esagerate, c’è il rischio che i dolcetti cuociano all’esterno ma rimangano crudi dentro), poi, ancora caldi, passateli nello zucchero semolato arricchito con della cannella in polvere. Nella tradizione napoletana le graffette o semplicemente graffe sarebbero dolci di Carnevale, in realtà, ogni occasione è buona per cucinarle.

Uh, che strano… è spuntato il sole.

11 commenti a Oggi dolci | Le graffe napoletane, ciambelle ripiene di patate

  1. se non avete una friggitrice che vi mantiene l’olio a temperatura costante aggiungete un cucchiaio di strutto , che vi aiuta amatenere la tempertura sotto la soglia di fumo

    • Preparate oggi, buonissime.

      Secondo me lo strutto non serve, la frittura viene effettuata abbondantemente sotto la soglia di fumo.

      • Infatti, io, non porto mai l’olio ad una temperatura superiore ai 160° (per questa frittura), lo zucchero contenuto all’interno, seppure poco, tende a farle annerire subito, rischiando di lasciarle crude all’interno.

        P.S Hai fatto la mia ricetta? Se così fosse, ne sarei molto felice :-)

  2. Bravissima. Un piccolo appunto: a Napoli le graffes si mangiano tutto l’anno. A Carnevale si fanno le zeppole, simili ma anziche’ passarle nello zucchero sono arricchite con crema e confettura di amarena.

    • Intendiamoci, non sono un’esperta di liquori e distillati, se proprio devo dire la mia allora…..un liquore di amarene potrebbe starci benone o anche qualcosa che abbia a che fare con la frutta, io le adoro con il thè, che di alcolico non ha proprio niente!!
      Ciao e grazie.

      • Aggiungete all’impasto due bustine di vanilina e una tazzina di limoncello sentirete che profumo e che sapore

  3. Da bere? acqua come se piovesse…così liberi la strada e ne puoi mangiare mangiare mangiare….poi alla fine un caffè triplo!

  4. Complimenti per le graffe e soprattutto per l’ironia con la quale hai spiegato la loro preparazione… che ridere!!! Peccato che oggi c’è il sole altrimenti provavo a subito a farle! hahaha
    ciao…

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