Cucina naturale | L’amaranto, il cereale toccasana

Chi è interessato a seguire un’alimentazione varia e salutare, dovrebbe ruotare il consumo di cereali in base alla stagione. E’ buona regola alternare avena, farro, riso, kamut quinoa, e così via, in modo da assumere i diversi nutrimenti e allo stesso tempo regolare l’intestino. Per avvicinarsi al vasto universo dei cereali consiglio due libri: La dieta dei cereali di Lisa Hark e Darwin Deen (Tecniche Nuove, 16.90 euro) e A tavola con il metodo Kousmine di Suzanne Preney e Brigitte Favre (Tecniche Nuove, 29,90 euro), ma ne parlerò meglio in un prossimo episodio di Cucina Naturale.
Nel frattempo, diciamo che è preferibile scegliere prodotti integrali perchè i cereali lavorati perdono parte della corteccia esterna ricca di nutrimenti, in particolare le fibre. La dose di cereali consigliata è di almeno 30 grammi al giorno (una fetta di pane circa), alcuni sono più ricchi di fibre, come la crusca o i cereali che si consumano a colazione.
L’amaranto, ancora poco conosciuto, ha un elevato contenuto di fibre, proteine, lisina, spesso carente nei cereali, e calcio (a parità di peso ne contiene più del latte). E’ anche ricco di oli polinsaturi benefici per il cuore, insomma, appartiene alla serie di cereali che periodicamente è bene consumare. Per questo vi propongo la ricetta.
AMARANTO versione mediterranea
- 200 gr di amaranto
- acqua
- olio evo
- 1 cucchiaino di sale marino integrale
- 6 cm di alga kombu
- 200 gr di tonno
- 6 pachino
- 3 pomodori secchi
- capperi
- cipollotto
Nella confezione è indicata la quantità di acqua che serve a cuocere il cereale, di solito servono 2 parti di acqua per lo stesso volume di amaranto. Lavatelo sotto il getto del rubinetto e cuocetelo per 30 minuti in acqua arricchita da un cucchiaino di sale e se vi riesce di trovarla da un pezzetto di alga kombu. Per capire quando è pronto assaggiatelo, deve essere tenero ma croccante. Spegnete il fuoco e lasciatelo riposare 10 minuti ancora in modo che i grani assorbano altra acqua, infine scolatelo e lasciatelo raffreddare completamente, togliendo anche l’alga.
Potete cuocere l’amaranto anche il giorno prima e poi condirlo quando vi serve, resterà umido senza seccarsi del tutto.
Condite in una terrina il tonno con l’olio, i capperi e i due tipi di pomodoro tagliati a pezzettini, consiglio di non salare il composto, di per se già abbastanza sapido, ma è sempre meglio assaggiaee e decidere secondo il proprio gusto.
Nel frattempo, con una forchetta, schiacciate e amalgamate bene tutti gli ingredienti, aggiungete il cipollotto fresco tagliato finissimo e componete il piatto usando l’amaranto come base e mettendo sopra il condimento. Guarnite come preferite e finite con un giro d’olio.











[...] Oggi per il nostro appuntamento con la cucina naturale, trovate questa ricetta anche su Spigoloso. [...]
alla fine sembra una bruschettona. molto invitante.
secondo me da provare ! grazie per l’idea Elisa.
sembra buonissimo!…ma…che sapore ha l’amaranto?
provo spesso vari cereali ma ce n’è uno che proprio non mi piace(quinoa) dall’aspetto assomiglia molto a questo,non che significhi qualcosa la somiglianza…però meglio prepararsi!
cara elisa
che bella ricetta! Sto giusto lavorando ad uno Speciale dedicato all’amaranto… possiamo metterci in contatto? Grazie, attendo tue news