Come si puliscono i carciofi


I carciofi appartengono alla famiglia dei cardi, possono essere con e senza spine e la parte edibile si chiama fiore. Le varietà sono molte, semplificando, diciamo che si distinguono per la presenza o l’assenza delle spine. Le più note sono: lo spinoso sardo, il catanese, il violetto di Toscana, il romanesco, ma questi sono solo alcuni esempi.

Il carciofo romanesco è parte integrante della cultura culinaria tradizionale della capitale, più precisamente della comunità ebraica. La forma è tonda e piuttosto grande, primeggiano i “cimaroli”, dal gambo grosso, chiamati così perché la pianta ne produce solo uno, quello centrale, gli altri crescono sulla parte del gambo sottostante e si chiamano “braccioli”. La raccolta dura fino ad Aprile, ma i migliori sono i primi, più teneri.

Pulire i carciofi non è faticoso, servono però un buon coltellino magari di ceramica, i guanti di lattice, altrimenti le mani saranno nere per due o tre giorni, e un paio di limoni.

Se voglio bollire un carciofo scelgo il romanesco, che meglio si adatta a questa preparazione. Taglio il gambo lasciandolo lungo un paio di centimetri, con il coltellino sfilo la parte filamentosa del gambo, elimino i primi due giri di foglie esterne e, se il carciofo è spinoso, taglio la parte superiore, cioè le punte. Con i pollici lo apro al centro, lo condisco con sale, pepe, aglio e prezzemolo tritati, stringo le foglie e lo faccio cuocere.


Un altro modo di tagliare il carciofo è a spicchi, magari per friggerlo o per saltarlo in padella. In questo caso, scelgo i carciofi violetti, procedo come detto ma elimino più giri di foglie, poi lo divido verticalmente in quattro parti. A questo punto elimino la barba se c’è, e affinché non anneriscano li lascio in acqua e limone.


Così tagliato, il carciofo è perfetto per essere dorato e fritto. Passate gli spicchi su una carta assorbente per eliminare l’eccesso d’acqua, poi passateli nella farina e quindi nell’uovo battuto. Friggeteli in abbondante olio d’arachidi o extra vergine, scolateli su carta assorbente e divorateli caldi.





10 commenti a “Come si puliscono i carciofi”

  1. Al mercato di Val Melaina i vignaroli chiamano “bracciaroli” quelli che tu chiami braccioli (credo sia più corretto il tuo termine però bracciaroli mi piace molto)
    :-)

  2. eggi eggi commenta:

    ciao Cristina,
    con il taglio così netto si elimina molta parte centrale del carciofo che in realtà é molto tenera.
    quando la qualità del carciofo te lo permette prova a tagliarli dal basso verso l’alto, dall’esterno verso l’interno e in diagonale verso il centro e la punta del carciofo stesso.

  3. Amy Amy commenta:

    in realtà sarebbero: piselli, carciofe, fave e lattuga romana :-)

  4. Nicoletta Nicoletta commenta:

    Mmmmm, che buoni i carciofi fritti, qui ad Amsterdam col prezzo che hanno i carciofi (anche 2 euro l’UNO e spesso sono pure bruttini) me li sogno la notte… :)

  5. [...] ricevere una notifica via e-mail quando verranno pubblicati nuovi commenti Come si puliscono i carciofi Il minestrone con le verdure di stagione Ricette | Conigli e (caccia)lepri Cosa [...]

  6. Rossella Rossella commenta:

    Post interessante e utile.
    Io ho imparato da me e andando una “lezione” del Papero Giallo all’Open Colonna e tagliandomi un po’ davanti a Colonna, che figura! :)
    Ma dagli errori si impara.

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