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A cacio e pepe state of mind | Cappelletti cacio e pepe con ripieno cacio e pepe

La pasta cacio e pepe è una ricetta semplice, dalle origini povere, eppure il piatto è così ingegnoso che può caratterizzare una cultura. Il binomio pasta/pecorino, con la nota un po’ estrema del pepe, è un rilancio che sorprende, non a caso parliamo di una delle ricette più celebrate della cucina romana, anche se ormai diffusa in tutta Italia.

Ci sono molte varietà di pecorino, che cambiano a seconda della provenineza. Il pecorino romano si prepara solo con latte di pecora intero coagulato con caglio di agnello, ha la crosta di colore scuro, coriacea e di solito, cosparsa di olio per agevolare la conservazione. Il pecorino sardo può essere dolce se la stagionatura non supera i 60 giorni, o piccante, se stagiona per almeno 12 mesi. Esiste anche il pecorino siciliano, duro che viene servito anche fresco come formaggio da tavola a pochi giorni dalla produzione. Ha la crosta chiara come la pasta, bianca e compatta.

La ricetta che vi propongo oggi è un’evoluzione di quella tradizionale, deciderete dopo averla provata se evoluzione sia da intendersi in senso positivo. Intanto vi dico che la salsa cacio e pepe fa da ripieno dei cappelletti oltre che da condimento del piatto. E’ un modo per sentire il cambiamento di sapore dovuto alla piccola differenza di cottura tra la salsa e il ripieno. Il pecorino dovrebbe essere romano mentre togliamo il condizionale per il pepe, che deve essere tassativamente macinato al momento.

Prima prepariamo i cappelletti. Se non sapete come fare la pasta all’uovo seguite i consigli che Cristina ha scritto tempo fa per Spigoloso. E niente paura neanche se non sapete come si fanno i cappelletti, vi aiuteranno le spiegazioni di Alexandra.

Per preparare il ripieno facciamo sciogliere il burro a fuoco dolce, incorporiamo la farina fino a ricavare un roux, cioè un addensante naturale per la nostra farcia. Versiamo il latte a filo e facciamo sobbollire fino a ottenere una consistenza simile alla besciamella. Prima di togliere dal fuoco insaporiamo con il pecorino romano, il grana, il pepe fresco.

Lasciamo raffreddare, poi stendiamo la pasta all’uovo e disponiamo il ripieno nei cappellacci. Prima di farlo però, aggiustiamo la farcia con un po’ di latte, così da ottenere una consistenza vellutata, condiamo i cappelletti in acqua salata, spadelliamoli con una noce di burro e il grana, mettiamoli nei piatti di servizio e cospargiamoli con la salsa vellutata al cacio e pepe.

Per un po’ la voglia di cacio & pepe dovrebbe essere saziata.

[Crediti | Link: Wikipedia, Spigoloso]

5 commenti a A cacio e pepe state of mind | Cappelletti cacio e pepe con ripieno cacio e pepe

  1. Ciao lespaul, il piccolo segreto sta nel roux, l’addensante che ottieni mettendo a fondere il burro in una padella, aggiungendo la farina, e mescolando con energia fin quando non è ben sciolta nel burro. Un lascito della cucina francese abbastanza insostituibile.

    Una curiosità, ma il tuo nick è ispirato alla famosa chitarra?

  2. Si Barbara…è ispirato alla famosa chitarra, e all’omonimo chitarrista (Les Paul) di cui sono possessore. estimatore, filologo etc. costruita fin dal 1952 da una nota Casa americana. Cosa c’entra con la cucina non lo so…ma era un nick che mi piaceva, e, altrettanto, mi piace che tu la conosca. (Ai miei tempi le ragazze impazzivano solo per la Stratocaster). Kisses!

    P.S. provo il cappelletto e ti dico

  3. Pingback: Spigoloso | Il meglio della settimana | Spigoloso

  4. bell’articolo e ottimi i capelletti, per quanto riguarda la distinzione tra fiore e pecorino possiamo assolutamente affermare come dice anche l’articolo, che il fiore e coagulato con caglio di agnello mentre il pecorino con caglio di vitello.

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