Conosciamoci
ANDREA GORI. Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. Nessuno si fila podcast e canale YouTube (800 video autoprodotti) che inaugura nel 2005, si prende la rivincita l’anno dopo con il blog Vino da Burde. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.
FIORENZO SARTORE. Nato a Genova il 3 Febbraio ’64, è ivi residente, militesente, patentato. Il suo ricordo più risalente è a tre anni nell’osteria di papà. Comincia a fare sul serio quando nel ’91 avvia la sua creatura, un’enoteca. Nel ’94 compare sulla sua scrivania, un poderoso 486 con modem dialup, W 3.11, Netscape2. Un mondo si squaderna, nulla è più come prima. Oggi eccolo qua, blogga per lavoro o lavora per bloggare non si è ancora capito; la qualifica di commerciante sulla carta d’identità descrive ciò che fa davvero. Tendenzialmente anarchico, a tratti insurrezionalista, è padre di un bimbo meraviglioso che rischiara i suoi giorni.
FRANCESCA CIANCIO. 34 anni e poca voglia di crescere. Backgroud scolastico banale almeno fino alla laurea in “Storia delle donne e dell’identità di genere” che le dà un tono da Madame De Stael (ovvero da rompic******i). Voleva fare la giornalista, a 20 anni è inciampata in un cadavere, primo e ultimo pezzo di cronaca nera dopo le risate dei poliziotti. Continua a fare la giornalista. Tre anni fa la RIVELAZIONE: il vino. Non avrai altra passione al di fuori di me. Precaria, dalla mattina appena sveglia alla sera quando si dà il bacio della buonanotte. Cosa fa ora? Che importa… tanto tutto è di passaggio.
GIULIA GRAGLIA. A meno di un anno assaggia gorgonzola e nebbiolo: il destino è segnato. Torinese, sfugge alla Fiat con il percorso di studi meno adatto a trovare lavoro: liceo classico e Storia del cinema all’Università. Nelle osterie e assaggia tutte le bottiglie del bancone, quindi dilapida il patrimonio familiare nei ristoranti. A laurea ottenuta va a Roma per diventare regista horror ma fa un documentario sul vino e si diploma sommelier. Bussa alle porte dell’enogastronomia. Le apre Luigi Cremona. Poi infila un piede nella redazione di Porthos e si acquatta di nascosto fra i nomi di Dissapore: quando se ne accorgeranno, sarà comunque troppo tardi.
LEONARDO CIOMEI – Nasce nella ridente campagna toscana, studia poco ma riesce a diplomarsi con ottimi voti. Di gastronomico, ha imparato tutto quello che sa sperperando denaro in locali più o meno stellati. Cinema e tivù sono i suoi hobby, inclusi molti serial dei quali si ritiene un profondo conoscitore. E’ un discreto maneggione di software/hardware nonostante l’età. E’ infatti nato nell’anno della morte del “Papa buono” e del presidente JFK. E dopo, nulla è stato come prima.
STEFANO CAFFARRI – Nasce mentre i Beatles tengono il primo concerto e questo ne condiziona l’esistenza. Assaggiato il latte materno – in un calice Riedel – commenta: “Stopposo”. Anche questo ne condiziona profondamente l’esistenza. Per dire: quando in età pre puberale l’incauta genitrice gli affida la preparazione di una semplice pastasciuttella prepara “Mezze Penne saltate in salsa bianca all’aglio, graniglia di noci con pecorino dell’Appennino e pepe egiziano”. All’alba del terzo millennio ordina gli appunti raccolti in aaanni di assaggi e viaggi scrivendo un proprio blog, Appunti Digòla. Si occupa di automobili, fiammiferi, tulipani, bici da corsa, bibite gassate e bonsai.







