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	<title>Spigoloso &#187; Mangiare Fuori</title>
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		<title>Guida pratica al cappuccino perfetto</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 13:08:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Mei</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-9548" href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/guida-pratica-al-cappuccino-perfetto/attachment/df09_06_19_cento/"></a>Spiegare un cappuccino? Niente di più semplice: una dose di espresso, latte caldo e uno strato di schiuma spolverato da un po&#8217; di cacao.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-9548" href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/guida-pratica-al-cappuccino-perfetto/attachment/df09_06_19_cento/"><img class="size-full wp-image-9548 alignright" title="Uno splendido cappuccino" src="http://www.spigoloso.com/wp-content/uploads/df09_06_19_cento.jpg" alt="" width="356" height="375" /></a>Spiegare un cappuccino? Niente di più semplice: una dose di espresso, latte caldo e uno strato di schiuma spolverato da un po&#8217; di cacao.</p>
<p>Ma come sanno i maniaci, categoria della quale faccio orgogliosamente parte, trovare un cappuccino all&#8217;altezza non è facile. E spesso, quando non è fatto come si deve, la nostra giornata stenta a decollare.</p>
<p>Così, spulciando tra i siti più accreditati, ho messo insieme la guida pratica al cappuccino perfetto. Il bravo barista dovrebbe comportarsi così.</p>
<p><strong>(1)</strong> Accende la macchina del caffè e sistema sopra la tazza per scaldarla.</p>
<p><strong>(2)</strong> Riempe per metà un bricco di acciaio inox con del latte freddo (il latte ha bisogno di spazio per montare).</p>
<p><span id="more-9545"></span></p>
<p><strong>(3)</strong> Quando la macchina è pronta impugna il gruppo erogatore della macchina, cioè il contenitore che ospita il caffè macinato e pressato, controllando che non siano presenti rimasugli di caffè.</p>
<p><strong>(4)</strong> Riempe il gruppo di caffè macinato premendo con forza.</p>
<p><strong>(5)</strong> Sistema la tazza calda sotto il beccuccio del gruppo erogatore e inizia l&#8217;estrazione dell&#8217;espresso. Conclude l&#8217;estrazione quando il colore del flusso, che deve essere regolare, inizia a impallidire. Una buona estrazione produce 30 ml in 25/30 secondi.</p>
<p><strong>(6)</strong> Riporta la tazza sopra la macchina del caffè, se richiesto aggiunge lo zucchero, e in questo caso, mescola velocemente per evitare di farlo dopo, quando il latte è stato già aggiunto.</p>
<p><strong>(7)</strong> Prende il bricco del latte dal frigo, lo porta sotto la lancia a vapore della macchina da caffè che serve a scaldare e montare il latte e l&#8217;aziona. Tenendo d&#8217;occhio il termostato, abbassa la punta del bricco dentro il latte quando la temperatura raggiunge i 40°, mentre spegne la lancia a vapore quando la temperatura raggiunge i 55°.</p>
<p><strong>(8)</strong> Solo dopo aver agitato la base del bricco con movimenti circolari per eliminare ogni bolla d&#8217;aria rimasta nel latte è pronto per versare.</p>
<p><strong>(9)</strong> Versa il latte nell&#8217;espresso tenendo il bricco con una mano e la tazza con l&#8217;altra. Se avete richiesto una schiuma più densa vi suggerisce di spingere il latte che si trova subito sotto la schiuma verso l&#8217;alto, usando il cucchiaino.</p>
<p><strong>(10)</strong> Aggiunge un po&#8217; di cacao e il cappuccino perfetto è servito.</p>
<p>Magari la prossima volta controllate con più attenzione il vostro barista. Nel caso sia di quelli bravi, chiedetegli se riesce anche a fare la rosetta. Rosetta? Guardate il video.</p>
<div style="text-align: center; margin-bottom: 20px;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="620" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/D10A9ixu8Ak?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="620" height="340" src="http://www.youtube.com/v/D10A9ixu8Ak?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<div style="text-align: center; margin-bottom: 20px;">(Crediti | Immagine: <a title="Bunrab" href="http://www.bunrab.com/dailyfeed/2009June/dailyfeed_june-09_p3.html#061909" target="_blank">Bunrab</a>)</div>
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		<title>Gli indirizzi di Spigoloso &#124; Mia Market, Roma</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 12:49:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Bernardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-9224" href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/gli-indirizzi-di-spigoloso-mia-market-roma/attachment/miamarket/"></a>Dieci anni fa, un manipolo di designer italiane con la passione per il cibo e il bernoccolo per l&#8217;innovazione ha fondato <em><a title="Arabeschi di latte" href="http://www.arabeschidilatte.org/index.php" target="_blank">Arabeschi di Latte</a></em>.</p>
<p>Da quel momento, il collettivo tutto femminile usa il cibo per creare un <em>quotidiano senso di</em>&#8230; <a href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/gli-indirizzi-di-spigoloso-mia-market-roma/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-9224" href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/gli-indirizzi-di-spigoloso-mia-market-roma/attachment/miamarket/"><img class="size-full wp-image-9224 alignleft" title="Mia Market" src="http://www.spigoloso.com/wp-content/uploads/miamarket.jpg" alt="" width="449" height="365" /></a>Dieci anni fa, un manipolo di designer italiane con la passione per il cibo e il bernoccolo per l&#8217;innovazione ha fondato <em><a title="Arabeschi di latte" href="http://www.arabeschidilatte.org/index.php" target="_blank">Arabeschi di Latte</a></em>.</p>
<p>Da quel momento, il collettivo tutto femminile usa il cibo per creare un <em>quotidiano senso di felicità</em> attraverso esperienze sensoriali e interattive. Dopo tutto, godere di ciò che si mangia è un cardine della cultura italiana.</p>
<p><span id="more-9223"></span></p>
<p>Ma il cibo non si limita a eccitare le nostre papille gustative: ispira e crea relazioni.</p>
<p>L&#8217;approccio di <em>Arabeschi di Latte</em> è originale e fantasioso: pic-nic lungo il fiume, cene di ispirazione futurista e barbeque interattivi sono solo alcuni dei brillanti <em>concept</em> ideati negli anni. Ma il cibo è anche commento sociale. Per un evento di design a Milano, <em>Arabeschi</em> ha presentato &#8220;Il nuovo in Italia è fatica&#8221;. Preparare lo zabaione perfetto partendo da zero e usando solo utensili della tradizione, è diventato il simbolo del grande sforzo necessario a creare il <em>nuovo</em> e il <em>diverso</em> in un paese ancora avvolto nella tradizione.</p>
<p>A Roma, all&#8217;inizio del 2010, è nato <a title="Mia Market" href="http://miamarket.blogspot.com/" target="_blank"><em>Mia Market</em></a>, spazio che ricorda una cucina la cui porta d&#8217;ingresso qualcuno ha dimenticato aperta. All&#8217;interno, in un ambiente rilassato e familiare, si mangia, si compra, si impara a cucinare o si perfeziona lo stile. Il menu cambia ogni giorno e include variazioni di pasta, tortellini vegetariani, verdura bio di stagione e tiramisù.</p>
<p><em>Arabeschi di latte</em> è composto da Francesca Sarti, Alessandra Foschi, Silvia Allori, Francesca  Pazzagli, Maria Carla Pernarella, Cristina Cortese e Giulia Iaquinta.</p>
<p>(<em>Crediti | Link: Arabeschi di latte, Mia Market, immagine: Urban Italy</em>)</p>
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		<title>L&#8217;abbinamento pizza-vino spiegato ai bambini di 5 anni</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jan 2011 12:24:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Mei</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-8967" href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/labbinamento-pizza-vino-spiegato-ai-bambini-di-5-anni/attachment/schermata-2010-03-06-a-18-46-03/"></a>In <em>ticket</em> con Dissapore abbiamo più volte <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/ho-mangiato-la-vera-pizza-gourmet-alla-pizzeria-la-notizia-di-napoli/" target="_blank">confessato</a> un insano <a title="Spigoloso" href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/pizza-napoletana-leta-delloro/" target="_blank">amore</a> per la <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/perfino-dissapore-parla-della-pizza-fest-di-dissapore/" target="_blank">pizza</a>. Non per tutta la pizza, anzi, non per il 95% delle pizze sfornate nelle ennemila pizzerie italiane&#8230; <a href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/labbinamento-pizza-vino-spiegato-ai-bambini-di-5-anni/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-8967" href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/labbinamento-pizza-vino-spiegato-ai-bambini-di-5-anni/attachment/schermata-2010-03-06-a-18-46-03/"><img class="alignleft size-full wp-image-8967" title="La pizza de la Pizzaria La Notizia di Napoli" src="http://www.spigoloso.com/wp-content/uploads/Schermata-2010-03-06-a-18.46.03.png" alt="" width="500" height="305" /></a>In <em>ticket</em> con Dissapore abbiamo più volte <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/ho-mangiato-la-vera-pizza-gourmet-alla-pizzeria-la-notizia-di-napoli/" target="_blank">confessato</a> un insano <a title="Spigoloso" href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/pizza-napoletana-leta-delloro/" target="_blank">amore</a> per la <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/perfino-dissapore-parla-della-pizza-fest-di-dissapore/" target="_blank">pizza</a>. Non per tutta la pizza, anzi, non per il 95% delle pizze sfornate nelle ennemila pizzerie italiane (per non parlare delle finte-italiane all&#8217;estero). Ma una pizza fatta con applicazione può essere come una lampada quando il mondo è una stanza scura. Dai pizzaioli napoletani a quelli romani, fino agli artigiani del forno a legna, vi abbiamo segnalato con continuità nomi e indirizzi imperdibili, ma non ci siamo ancora soffermati sull&#8217;<strong>abbinamento pizza-vino</strong>, che troviamo spesso più fruttuoso di quello pizza-birra. E&#8217; arrivato il momento.</p>
<p><strong>Le domande che dobbiamo chiederci</strong>.<br />
Quando scegliamo un vino da abbinare alla pizza prendiamo l&#8217;abitudine di farci queste domande:<br />
1. La pizza è condita? Con cosa, con il pomodoro o con altre salse?<br />
2. Passiamo alla guarnizione. Se ci sono salumi o carne, di cosa si tratta? Come sono conditi? E se invece scegliamo le verdure?<br />
3. Il formaggio adesso: fior di latte o mozzarella di bufala? O è un formaggio di capra, un erborinato o un altro tipo di formaggio?<br />
Dare una risposta a queste domande ci aiuta molto a fare la scelta giusta. La salsa di pomodoro tende ad avere un&#8217;acidità pronunciata, i salumi sono salati, mentre il basilico aggiunge un dolce accento erbaceo che è bene calcolare prima di scegliere. Al contrario di quel che si crede, non c&#8217;è bisogno di preoccuparsi troppo della pasta.</p>
<p><strong><a rel="attachment wp-att-8968" href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/labbinamento-pizza-vino-spiegato-ai-bambini-di-5-anni/attachment/schermata-2010-03-06-a-19-03-33/"><img class="alignleft size-full wp-image-8968" title="La pizza Margherita della pèizzeria Da Michele di Napoli" src="http://www.spigoloso.com/wp-content/uploads/Schermata-2010-03-06-a-19.03.33.png" alt="" width="500" height="375" /></a>Gli abbinamenti</strong>.<br />
Oggi concentriamoci sulla pizza Margherita: un classico senza tempo con la sua combinazione di salsa di pomodoro, mozzarella cremosa e foglie di basilico. Allo stesso tempo un piatto semplice da abbinare con il vino. Calcolata l&#8217;acidità del pomodoro, un vino dai pronunciati profumi di frutta lo esalterà, insieme alla dolcezza connaturata del formaggio. Mentre il <em>rosso su rosso</em> può senz&#8217;altro funzionare (rosso del pomodoro, rosso del vino) è bene non sottovalutare i bianchi che valorizzano la qualità degli ingredienti.</p>
<p><em>I bianchi</em>. Una Vernaccia briosa profumata di erba, melone e frutta secca va benone, o un bianco Friulano, con il suo carnet di profumi agrumati e minerali che valorizza la ricetta della Margherita, semplice ma perfetta.</p>
<p><em>I rossi</em>. Dal punto di vista dei rossi, gli abbinamenti ideali sono con vitigni come il Sangiovese (il vitigno del Chianti) con i profumi di prugna e le note floreali. O con il Barbera, ugualmente sapido, con richiami di frutta scrura e un colore rosso torbido. Un&#8217;altra possibilità, più sbarazzina, è il Teroldego, un vitigno trentino con rimandi  spumeggianti alla ciliegia rossa, delicate note erbacee, e spiccata acidità. E ovviamente il Primitivo: vitigno pugliese gustoso, un po&#8217; rustico e sempre a suo agio sulla pizza.</p>
<p><strong>I vini consigliati dal sommelier di Intravino, Alessandro Morichetti</strong>, e i prezzi indicativi in caso di Margherita fatta in casa.</p>
<p>Bianchi<br />
<a title="Montenidoli" href="http://www.montenidoli.com/vini.htm" target="_blank">Vernaccia di San Gimignano Fiore 2008 Montenidoli</a>, acida e sapida. (14 euro).<br />
Colli Orientali Friuli Friulano 2009 de I Clivi (16 euro)</p>
<p>Rossi<br />
<a title="Intravino" href="http://www.intravino.com/vino/flavio-roddolo-monforte-e-lo-scorrere-del-tempo/" target="_blank">Barbera d&#8217;Alba 200 di Flavio Roddolo</a>, autentica e godibile (15 euro).<br />
<a title="San Pancrazio" href="http://www.fattoriasanpancrazio.com/azienda.asp?lang=it" target="_blank">Chianti San Pancrazio 2008 di Fattoria San Pancrazio</a>, floreale e quotidiano (12 euro) o <a title="Fontodi" href="http://www.fontodi.com/" target="_blank">Chianti Classico Vigna del Sorbo Riserva 2006 di Fontodi</a> (37 euro).<br />
<a title="Attanasio" href="http://www.primitivo-attanasio.com/" target="_blank">Primitivo di Manduria 2007 di Attanasio</a>, ricco e verace (22 euro)<br />
<a title="Foradori" href="http://www.elisabettaforadori.net/" target="_blank">Teroldego Rotaliano 2008 di Elisabetta Foradori</a>, un grande esempio di Teroldego, didattico e coinvolgente (16 euro).</p>
<p>(Crediti | Link: Dissapore, Spigoloso, immagini: <a href="http://www.flickr.com/photos/telltale/4276837745/" target="_blank">Riccardo Melillo</a>/Flickr).</p>
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		<title>Una notte con Enrico. Andrea per la vita</title>
		<link>http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/una-notte-con-enrico-andrea-per-la-vita/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 07:34:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Ciancio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mangiare Fuori]]></category>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Il primo fa di cognome <a title="Devero Hotel" href="http://www.deverohotel.it/it/devero_ristorante.htm" target="_blank">Bartolini</a>, il secondo <a title="Trussardi alla Scala" href="http://www.trussardi.com/trussardi_alla_scala.html" target="_blank">Berton</a>. Sono chef e sono più interessanti delle femminucce muscolose <a title="Intravino" href="http://www.intravino.com/vino/a-natale-svesti-il-tuo-partner-da-sogno-con-una-bella-bottiglia-coraggio/" target="_blank">intercettate di recente</a> su <em>Intravino</em>. Sguardo basso, attento, trasognato&#8230; <a href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/una-notte-con-enrico-andrea-per-la-vita/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-8512" src="http://www.spigoloso.com/wp-content/uploads/chef.jpg" alt="" width="601" height="225" /></p>
<p>Il primo fa di cognome <a title="Devero Hotel" href="http://www.deverohotel.it/it/devero_ristorante.htm" target="_blank">Bartolini</a>, il secondo <a title="Trussardi alla Scala" href="http://www.trussardi.com/trussardi_alla_scala.html" target="_blank">Berton</a>. Sono chef e sono più interessanti delle femminucce muscolose <a title="Intravino" href="http://www.intravino.com/vino/a-natale-svesti-il-tuo-partner-da-sogno-con-una-bella-bottiglia-coraggio/" target="_blank">intercettate di recente</a> su <em>Intravino</em>. Sguardo basso, attento, trasognato sui piatti che stanno praparando. Loro non guardano sempre in macchina (foto o videocamera<em> it&#8217;s the same)</em> come Davide Oldani o Carlo Cracco. Semmai guardano te. Soprattutto il cuoco del <em>Devero Hotel</em>. Enrico ti fissa come se avessi le ciglia finte penzolanti e intanto memorizza tutto quello che gli racconti, come quella volta che ti rubò quel segreto che ti faceva ribollire il sangue mentre giravi il <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/cucina/adesso-ditelo-che-lo-sapevate-che-francesca-ciancio-vinceva-scuochi/" target="_blank">sugo alla Genovese</a>. Lo incontro dopo due anni  e mi fa &#8221; Sei sempre innamorata di quello lì?&#8221;. &#8220;No, ma tu come fai a ricordati che&#8230;.&#8221;.  Lui ricorda tutto perché fa caso a tutto. Poi si accorge del tuo imbarazzo e abbassa lo sguardo, il timido ora è lui. Bartolini è un ragazzo silenzioso, un perfezionista, quasi ieratico nei gesti come nella voce. Però a quel qualcosa che ti smuove dentro, dalle parti tra il ventre e l&#8217;ombelico. Ed è la stessa sensazione che mi fa il piatto che prepara.</p>
<p style="text-align: center"><img class="aligncenter size-large wp-image-8465" src="http://www.spigoloso.com/wp-content/uploads/100_3330-700x525.jpg" alt="" width="601" height="451" /></p>
<p>Perchè perdersi nei preliminari quando si può andare al sodo con eleganza? Ogni pezzo è nudo, ogni boccone è disarmato, liscio e scivoloso. &#8220;Sono qui, prendimi!&#8221;. Lo chef non mi porge neanche la forchetta e penso: &#8220;Ecco, ora mi guarderà infilare il gambero di Mazara in bocca&#8221;. Ci sto. &#8220;Be&#8217; Enrico si è fatta una certa ora, vado dai che mi aspetta l&#8217;uomo a casa, gli ho promesso il minestrone, a presto eh&#8230;&#8221;</p>
<p>L&#8217;uomo a casa me lo immagino come Andrea Berton, anche se non credo avrò mai una casa che affaccia sulla <em>Scala</em> di Milano. Ha le braccia così lunghe che potrebbe fare due volte il giro intorno a me. Entro e sento odore di risotto. Quello giallo. Che tesoro, ci prova sempre a farmi ambientare a Milano, almeno con il cibo. Alla fine però mi prepara pure il babà al rhum con crema di zabaione, perché dice che gli piace la lacrimuccia di commozione che mi scende ogni volta che penso a<em> Napule.</em></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-8513" src="http://www.spigoloso.com/wp-content/uploads/piatti.jpg" alt="" width="600" height="224" /></p>
<p>Andrea la domenica mattina si alza presto e prepara il pane. E intanto inforna anche le brioche. Sul fuoco sento l&#8217;umore del caffè etiope perchè sa che mi piace così. Mi ha promesso per cena il Trancio di merluzzo con crema di fagiolino del Trasimeno. Stanotte ho dormito come un neonato: la cucina di Andrea è così gustosa e leggera. Otto ore di fila. O quasi, mi sono svegliata solo una volta. Avevo un gran voglia di gambero di Mazara.</p>
<p>PS. Chiedo venia agli chef che si sono inconsapevolmente prestati ai miei giochi gastroerotici.</p>
<p>(<em>Crediti | Link: Devero Hotel, Trussardi alla Scala, Intravino, Dissapore. Immagini: Francesca Ciancio</em>)</p>
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		<title>Il sesso dei macaron &#124; Definitivamente gay</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 09:50:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Porro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-8393" href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/il-sesso-dei-macaron-definitivamente-gay/attachment/macarons-herme/"></a><strong>Antefatto.</strong> La scorsa settimana sono stata con il mio fidanzato a Parigi, e abbiamo compiuto il pellegrinaggio da <a href="http://www.pierreherme.com/e-gourmandises/familly.cgi?id=29&#38;cwsid=6865ph0A000108ph3106505" target="_blank">Pierre Hermè</a>, uno dei più noti pasticceri di Francia. Nella piccola boutique di Rue Bonaparte i dolciumi sono disposti radi&#8230; <a href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/il-sesso-dei-macaron-definitivamente-gay/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-8393" href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/il-sesso-dei-macaron-definitivamente-gay/attachment/macarons-herme/"><img class="alignleft size-full wp-image-8393" title="macarons hermè" src="http://www.spigoloso.com/wp-content/uploads/macarons-hermè.jpg" alt="" width="300" height="450" /></a><strong>Antefatto.</strong> La scorsa settimana sono stata con il mio fidanzato a Parigi, e abbiamo compiuto il pellegrinaggio da <a href="http://www.pierreherme.com/e-gourmandises/familly.cgi?id=29&amp;cwsid=6865ph0A000108ph3106505" target="_blank">Pierre Hermè</a>, uno dei più noti pasticceri di Francia. Nella piccola boutique di Rue Bonaparte i dolciumi sono disposti radi come gioielli preziosi.</p>
<p>Eravamo lì per i macaron, l’ultima <em>Internet sensation</em> a far palpitare i cuori dei golosi di tutto il mondo -  <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/life_and_style/food_and_drink/article7098809.ece" target="_blank">i cupcakes sono così anni &#8217;00!</a></p>
<p>Entriamo, ci mettiamo in coda. Occhieggiamo il prezzo al kg dei macaron: 85 euro.</p>
<p>Sussultiamo.</p>
<p>Breve consultazione: quanto peserà ciascun macaron?</p>
<p>Siamo d’accordo che l’impasto dei due dischi esterni sia piuttosto leggero, ma non riusciamo a stimare il peso della <em>ganache</em> all’interno.</p>
<p><span id="more-8390"></span></p>
<p>Ci chiediamo se possa essere considerato accettabile chiedere “10 euro di macaron”. Decidiamo che non è accettabile. È il nostro turno, dobbiamo risolverci: compriamo 6 macaron.</p>
<p>Usciamo dal negozio con il prezioso saccoccino e assaggiamo i macaron. O meglio, ne assaggiamo uno e poi divoriamo gli altri: il sacchetto è presto vuoto. Ci guardiamo in tralice incolpandoci mutamente a vicenda della fine precoce dei preziosi. Facciamo il giro dell’isolato. Ci fermiamo di nuovo di fronte a Pierre Hermè.</p>
<p>Rientriamo, e compriamo 2 macaron per tipo tra i tipi disponibili (eccoli <a href="http://www.pierreherme.com/data/DEPLIANT_MACARON_PHP_AH08.pdf" target="_blank">qui</a>, a beneficio della vostra salivazione).</p>
<p>Tornati a casa, è il momento della<strong> Degustazione.</strong></p>
<p><strong>Io</strong>: Ecco, ora estraggo i macaron dalla loro confezione e li dispongo dal meno intenso al più intenso, così. Secondo te “Rosa e Petali di rosa” è più o meno intenso di “Mela Cotogna e Rosa”?<br />
<strong>Lui</strong>: Non saprei. Sara, tu ti rendi conto che stai rendendo un’esperienza fondamentalmente gioiosa come l’abbuffarsi di biscottini in una cosa a metà tra una procedura ospedaliera e una cerimonia religiosa?<br />
<strong>Io</strong>: Smettila, è per la scienza. Secondo me prima “Mela cotogna e Rosa”, d’accordo?<br />
<strong>Lui</strong>: …<br />
<strong>Io</strong>: Okay, via. “Mela Cotogna e Rosa” è molto buono, delicato, ha una bella texture, le note di mela cotogna sono molto piacevoli, e la rosa non è imperiosa. Tu che dici?<br />
<strong>Lui</strong>: Noioso.<br />
<strong>Io</strong>: Procediamo con “Rosa e Petali di Rosa”: qui la rosa è davvero intensa sia al naso sia al palato: non sgradevole, ma travolgente. Il colore però è così bello che mi sento <a href="http://www.youtube.com/watch?v=cLJ1vuUWprA" target="_blank">Marie Antoinette nel film di Sofia Coppola</a>. Ma ora vorrei sentire il tuo parere.<br />
<strong>Lui</strong>: Questo macaron è così da donna che può essere solo mangiato durante lo scrub al viso.<br />
<strong>Io</strong>: Il prossimo! “Castagna e Tè Verde Matcha”: qui la ganache è più consistente, piacevolmente granulosa. Questo è un abbinamento fatto in paradiso, è strepitoso!<br />
<strong>Lui</strong>: Concordo, è buono<br />
<strong>Io</strong>: «Infinitamente Caramello», che nome poetico.<br />
<strong>Lui</strong>: Sa di bruciato.<br />
<strong>Io</strong>: In effetti sì. Bene: «Cioccolato di pura origine Chuao, cassis e bacche di cassis». Direi che qui ci troviamo di fronte ad un capolavoro: la punta acida del cassis riequilibria la marea del cioccolato. Persistenza impressionante. Che ne dici?<br />
<strong>Lui</strong>: Ma cosa sarebbe il cioccolato Chuao?<br />
<strong>Io</strong>: (Consultazione Web) Wikipedia dice che Chuao è un piccolo villaggio sulla costa nord del Venezuela, famoso per il suo cacao.<br />
<strong>Lui</strong>: Ah.<br />
<strong>Io</strong>: Okay, ora: cioccolato al latte, banana, frutto della passione e zenzero candito. Impressioni?<br />
<strong>Lui</strong>: Sono sopraffatto dallo zenzero.<br />
<strong>Io</strong>: Eccoci a <em>le grand finale</em>: tartufo bianco e pezzetti di nocciola piemontese grigliata. Devo ammettere che, pur nobilitato dall&#8217;abbinamento con le nocciole, il potenziale dolciario del tartufo bianco mi sembra fortemente limitato. Tu che dici?<br />
<strong>Lui</strong>: Ewwww!</p>
<p>In <strong>conclusione</strong>: anche se riconosco che la scientificità dell&#8217;esperimento è un po&#8217; inficiata dal campione limitato, credo che pochi altri dolci quanto i macaron scavino fossati di genere. Saranno i colori pimpanti, sarà quell&#8217;aria fragilina, sarà la fondamentale complessità della preparazione, sarà il fatto che la confezione da 20 viene pomposamente chiamata <a href="http://www.pierreherme.com/e-gourmandises/product.cgi?pid=1172&amp;cwsid=0614ph0A000108ph3360296" target="_blank">&#8220;&#8221;lo scrigno di iniziazione&#8221; </a>- ma i macaron sono molto femminili.<br />
O meglio, i macaron sono molto gay.</p>
<p><em>[Fonti: Youtube, Pierreherme.com, Timesonline. Immagine: recettes.le-cuisinier.net]</em></p>
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		<title>La stella Michelin ha cinque punte, e sono tutte donne</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 10:14:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenza Fumelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-8255" href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/la-stella-michelin-ha-cinque-punte-e-sono-tutte-donne/attachment/soncini/"></a>Maria Grazia Soncini</strong>, (<a title="La capanna di Eraclio" href="http://www.lacapannadieraclio.com/" target="_blank">la Capanna di Eraclio</a>).</p>
<p>Ha poco più di cinquant&#8217;anni, due figli, nessun marito e un ristorante da mandare avanti. E&#8217; una donna forte e piena di energia, lo si capisce dalla&#8230; <a href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/la-stella-michelin-ha-cinque-punte-e-sono-tutte-donne/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-8255" href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/la-stella-michelin-ha-cinque-punte-e-sono-tutte-donne/attachment/soncini/"><img class="alignleft size-full wp-image-8255" title="Maria Grazia Soncini" src="http://www.spigoloso.com/wp-content/uploads/soncini.jpg" alt="" width="166" height="142" /></a>Maria Grazia Soncini</strong>, (<a title="La capanna di Eraclio" href="http://www.lacapannadieraclio.com/" target="_blank">la Capanna di Eraclio</a>).</p>
<p>Ha poco più di cinquant&#8217;anni, due figli, nessun marito e un ristorante da mandare avanti. E&#8217; una donna forte e piena di energia, lo si capisce dalla voce squillante e dal modo spontaneo che ha di sciogliersi in risate coinvolgenti. Figlia di ristoratori, lavora in cucina da quando riesce a ricordare.<br style="clear: both;" /></p>
<p><strong><a rel="attachment wp-att-8256" href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/la-stella-michelin-ha-cinque-punte-e-sono-tutte-donne/attachment/chef-donna-il-papaver/"><img class="alignleft size-full wp-image-8256" title="Teresa Di Napoli" src="http://www.spigoloso.com/wp-content/uploads/Chef-donna-il-papaver.jpg" alt="" width="166" height="166" /></a>Teresa di Napoli</strong> (il Papavero).</p>
<p>Lei invece di anni ne ha 29, un figlio di 3 e un marito che non lavora nella ristorazione. E&#8217; una ragazza riflessiva, pacata, di poche parole. Nonostante la giovane età, cucina da quando era bambina: prima di scegliere la scuola alberghiera e di intraprendere la carriera professionale si occupava dei pranzi della sua famiglia.<br style="clear: both;" /></p>
<p><a rel="attachment wp-att-8257" href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/la-stella-michelin-ha-cinque-punte-e-sono-tutte-donne/attachment/schermata-2010-12-02-a-10-43-51/"><img class="alignleft size-full wp-image-8257" title="Patrizia Di Benedetto" src="http://www.spigoloso.com/wp-content/uploads/Schermata-2010-12-02-a-10.43.51.png" alt="" width="165" height="186" /></a>Completamente autodidatta invece è <strong>Patrizia Di Benedetto</strong> (<a title="Bye Bye Blues" href="http://www.byebyeblues.it/index_ita.htm" target="_blank">Bye Bye Blues</a>).</p>
<p>Nel modo di parlare si percepiscono tutte le difficoltà affrontate da una donna siciliana che vent&#8217;anni fa ha scelto questo mestiere. Si esprime con precisione, lentamente, come se ogni passo compiuto fosse stato sudato e meditato. Lavora con il marito e insieme a lui gestisce il ristorante, non hanno figli.<br style="clear: both;" /></p>
<p><a rel="attachment wp-att-8258" href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/la-stella-michelin-ha-cinque-punte-e-sono-tutte-donne/attachment/sara-preceruti-altra-foto/"><img class="alignleft size-full wp-image-8258" title="Sara Preceruti" src="http://www.spigoloso.com/wp-content/uploads/Sara-preceruti-altra-foto.jpg" alt="" width="166" height="148" /></a>Niente pargoli anche per la ventisettenne <strong>Sara Preceruti</strong> (<a title="La locanda del notaio" href="http://www.lalocandadelnotaio.com/it_index.asp" target="_blank">La Locanda del Notaio</a>).</p>
<p>E&#8217; giovane ma ha grinta da vendere, è sicura di sé e appassionata del lavoro che porta avanti con impegno e dedizione.<br style="clear: both;" /></p>
<p><a rel="attachment wp-att-8259" href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/la-stella-michelin-ha-cinque-punte-e-sono-tutte-donne/attachment/villa-maiella/"><img class="alignleft size-full wp-image-8259" title="Angela Di Crescenzo" src="http://www.spigoloso.com/wp-content/uploads/Villa-Maiella.jpg" alt="" width="166" height="171" /></a> Stessa grinta con qualche anno di esperienza in più per <strong>Angela di Crescenzo</strong> (<a title="Villa Maiella" href="http://www.villamaiella.it" target="_blank">Villa Maiella</a>).</p>
<p>Quarantanove anni, due figli già grandi, lavora da quando si è sposata, nel 1984.<br style="clear: both;" /></p>
<p>Cos&#8217;hanno in comune queste donne? Sono cuoche professioniste, sono a capo di una brigata e dal 25 novembre 2010 indossano tutte <strong>una Bragard firmata Michelin</strong>.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-8260" href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/la-stella-michelin-ha-cinque-punte-e-sono-tutte-donne/attachment/maria-grazia-soncini/"><img class="aligncenter size-full wp-image-8260" title="Sapori di una passeggiata nel Delta del Po di Maria Grazia Soncini" src="http://www.spigoloso.com/wp-content/uploads/Maria-Grazia-Soncini.jpg" alt="" width="420" height="523" /></a></p>
<p><strong>Spigoloso</strong>.<em> Questo vostro è un mestiere totalizzante, a cosa avete rinunciato?</em></p>
<p><strong>Maria Grazia Soncini</strong>: Alla vita sociale: chi fa questo mestiere passa in cucina la maggior parte del tempo e i momenti liberi corrispondono a quelli in cui gli amici sono impegnati. Lavorare in cucina in effetti è uno stile di vita, è come far parte di un circo. I miei figli per esempio sono cresciuti qui con noi, i giochi erano tirare la sfoglia o trovare tutti i colapasta colorati nella dispensa e mi ritengo fortunata perchè in un ristorante a conduzione familiare questo è ancora possibile. Oggi li vedo un paio di volte a settimana, è stato lo stesso per me che sono figlia di ristoratori. Negli aspetti più femminili può mancare la gioia di vestirsi, sono poche le occasioni per sfoggiare abiti nuovi. Al massimo ti puoi comprare una bella Bragard o un copricapo particolare e le scarpe preferite, ma è shopping settoriale.</p>
<p><strong>Teresa di Napoli</strong>: Alle feste in famiglia e alle uscite la sera con gli amici, ma è tanta la passione che queste cose alla fine non pesano. Spesso sono maggiori le rinunce per chi ti sta accanto, soprattutto se non fa il tuo stesso mestiere. Ma io sono fortunata, gli orari mi permettono di seguire mio figlio, anche se non quanto lui vorrebbe.</p>
<p><strong>Patrizia di Benedetto</strong>: Noi abbiamo scelto di non avere figli. Lavorando 18/ 20 ore dentro una cucina soprattutto all&#8217;inizio, è stata una scelta obbligata: non avendo personale bisognava fare da soli. Ho rinunciato ai rapporti con le amiche, alle chiacchiere, a tutte le domeniche, alle feste natalizie. Cucinare è l&#8217;unica attività concessa tranne brevi momenti di pausa e spesso una donna deve seguire anche la casa. Riguardo alla femminilità, noto che le cuoche più giovani cercano un equilibrio tra il lavoro e il bisogno di curare l&#8217;aspetto. Per me già era difficile fare questo di mestiere, lavorare di notte e tutto il resto.</p>
<p><strong>Sara Preceruti</strong>: Non rinuncio a molto, riesco a trovare il tempo per la mia vita privata. Ma se una donna decide di fare questo tipo di carriera qualche rinuncia l&#8217;ha messa in conto, forse non riuscirà a formare una famiglia, a meno che sia molto fortunata. A 18 anni è stato molto difficile, non andavo in vacanza e difficilmente uscivo la sera ma per passione si fa questo e altro.</p>
<p><strong>Angela Di Crescenzo</strong>: Non riuscire a vivere la famiglia in modo completo, non solo i figli, anche i genitori che per anni si sono chiesti come mai non passavo più tempo con loro. Altre grandi rinunce non direi, ho la fortuna di abitare a pochi metri dal ristorante. Dal punto di vista professionale ho dovuto rinunciare a fare esperienze altrove, per una ragazza muoversi da sola è difficile.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-8261" href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/la-stella-michelin-ha-cinque-punte-e-sono-tutte-donne/attachment/bye-bye-blues/"><img class="aligncenter size-full wp-image-8261" title="Dolcelatte al gelsomino su gelo di anguria e meringhe di cannella di Patrizia Di Benedetto" src="http://www.spigoloso.com/wp-content/uploads/Bye-Bye-Blues.jpg" alt="" width="640" height="480" /></a></p>
<p><strong>Spigoloso</strong>.<em> E con gli uomini come va, problemi sul lavoro?</em></p>
<p><strong>Maria Grazia Soncini</strong>: &#8220;Sì, con qualcuno ci sono proprio problemi di sessismo. Ho avuto dei collaboratori giapponesi molto rispettosi, ma in qualcuno ho percepito il disagio di prendere ordini dalle donne. Per il resto, sono stata sempre la più grande, e questo ha aiutato. Sta di fatto che al momento l&#8217;unico uomo in cucina è mio fratello&#8221;</p>
<p><strong>Teresa di Napoli</strong>: Ho avuto problemi soprattutto con i clienti: non si aspettano una donna che cucinare soprattutto se è giovane, spesso ci rimangono male. Con i colleghi meno, ormai i ragazzi che arrivano al ristorante sono più abituati a lavorare con le donne&#8221;</p>
<p><strong>Patrizia di Benedetto</strong>: &#8220;In cucina ho solo maschi, sono cinque. Appena arrivati i ragazzi fanno fatica a riconoscere la mia autorità, ma ho un carattere forte e in breve le cose si aggiustano. Comunque, nella nostra società c&#8217;è ancora molta discriminazione sessuale, non parliamo poi della Sicilia&#8221;</p>
<p><strong>Sara Preceruti</strong>: Mai avuto difficoltà, sarà che ho un bel caratterino. Sono sempre riuscita a farmi rispettare.</p>
<p><strong>Angela di Crescenzo</strong>: Vengo dalla Svizzera francese dove le donne in cucina erano già molte negli anni ‘80. Quando sono arrivata in Abruzzo ho trovato una situazione molto diversa:  ragazze colte e di talento passavo la vita ad aspettare un uomo per sposarsi e metter su famiglia. Le mie origini mi hanno aiutato, diciamo così.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-8262" href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/la-stella-michelin-ha-cinque-punte-e-sono-tutte-donne/attachment/il-papavero/"><img class="aligncenter size-full wp-image-8262" title="Risotto Cozze e Canasta di Teresa Di Napoli" src="http://www.spigoloso.com/wp-content/uploads/Il-papavero.jpg" alt="" width="699" height="515" /></a></p>
<p><strong>Spigoloso</strong>. <em>Qualcuno crede ancora che le donne siano meno adatte a lavorare nelle cucine professionali?</em></p>
<p><strong>Maria Grazia Soncini</strong>: E&#8217; assurdo, le donne sono adatte aogni tipo di cucina. La differenza casomai è che se una donna ha famiglia istintivamente assume più impegni degli uomini, ma non è affatto una questione professionale.</p>
<p><strong>Teresa di Napoli</strong>: Spero, anzi, credo di no. E&#8217; un modo di pensare che non esiste più.</p>
<p><strong>Patrizia di Benedetto</strong>: &#8220;Sì e lo dimostrano le stelle Michelin: ne ricevono sempre di più gli uomini, eppure le donne che fanno bene questo mestiere sono tantissime.</p>
<p><strong>Sara Preceruti</strong>: E&#8217; un preconcetto che non esiste più, ci sono sempre più donne nelle cucine più importanti e capita spesso che ricevano premi e vengano messe a livello degli uomini. Ci stiamo prendendo un grande spazio, questa è la verità.</p>
<p><strong>Angela di Crescenzo</strong>: Guarda, anche i cucina, accanto ai grandi uomini ci sono sempre donne in gamba, che sanno darsi dei traguardi e raggiungerli, quindi è un modo di pensare che, almeno in questo ambito, stiamo superando.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-8263" href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/la-stella-michelin-ha-cinque-punte-e-sono-tutte-donne/attachment/locandadelnotiaio1/"><img class="aligncenter size-full wp-image-8263" title="Un dolce di Sara Preceruti " src="http://www.spigoloso.com/wp-content/uploads/LocandadelNotiaio1.jpg" alt="" width="700" height="467" /></a></p>
<p><strong>Spigoloso</strong>. <em>Ma quali sono le differenze principali tra uomini e donne in cucina?</em></p>
<p><strong>Maria Grazia Soncini</strong>: Gli uomini hanno una visione più distaccata, puntano sul singolo obbiettivo. Senza voler dire che è migliore, ma la donna ha un approccio più passionale, più materno e partecipato.</p>
<p><strong>Teresa di Napoli</strong>: Le differenze sono poche, lavoro con uomini e donne nello stesso modo. Direi che è più una questione di gerarchie, ma nel nostro tipo di ristorazione le differenza diminuiscono.</p>
<p><strong>Patrizia di Benedetto</strong>: Non è una banalità, gli uomini sono più disordinati. Non faccio altro che riprendere <em>i miei ragazzi</em>, noi donne siamo più pratiche, hanno più sensibilità e un maggiore intuito. L&#8217;uomo ci mette meno cuore.</p>
<p><strong>Sara Preceruti</strong>: Le differenze dipendono dal careattere non dal genere. La donna può fare le cose che fa l&#8217;uomo senza problemi, neanche la distinzione uomo/chef e donna/pasticcera ha più senso. Diciamo la verità, stiamo raggiungendo una discreta parità.</p>
<p><strong>Angela di Crescenzo</strong>: La donna in cucina ha una sensibilità superiore, senza dubbio. Nel dirigere una brigata di cucina sa essere più materna, onestà e meno ipocrita. Per contro, siamo spesso competitive, invidiose, un gruppo di solo femminile può essere difficile da gestire.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-8264" href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/la-stella-michelin-ha-cinque-punte-e-sono-tutte-donne/attachment/ravioli-di-burrata-maiella/"><img class="aligncenter size-full wp-image-8264" title="Ravioli di burrata allo zafferano del L’Aquila di Angela Di Crescenzo" src="http://www.spigoloso.com/wp-content/uploads/RAVIOLI-DI-BURRATA-maiella.jpg" alt="" width="640" height="427" /></a></p>
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		<title>Il sommelier è donna &#124; Laura Casari del Villa Giavazzi</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Nov 2010 07:46:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Mei</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-8154" href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/il-sommelier-e-donna-laura-casari-del-villa-giavazzi/attachment/8-3/"></a>Il ristorante Villa Giavazzi di Verdello, Bergamo, è una delle new entry più allettanti della scena lombarda, <a title="Viaggiatore Gourmet" href="http://www.altissimoceto.it/2010/11/22/ristorante-villa-giavazzi-verdello-bg-chef-fabio-borgonovo/" target="_blank">racconta il sito</a> del Viaggiatore Gourmet.</p>
<p>Una <strong>ragione evidente</strong>, a parte la cucina ineccepibile dello chef Fabio Borgonovo, ma&#8230; <a href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/il-sommelier-e-donna-laura-casari-del-villa-giavazzi/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-8154" href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/il-sommelier-e-donna-laura-casari-del-villa-giavazzi/attachment/8-3/"><img class="alignright size-full wp-image-8154" title="Laura Casari del ristorante Villa Giavazzi" src="http://www.spigoloso.com/wp-content/uploads/82.jpg" alt="" width="400" height="600" /></a>Il ristorante Villa Giavazzi di Verdello, Bergamo, è una delle new entry più allettanti della scena lombarda, <a title="Viaggiatore Gourmet" href="http://www.altissimoceto.it/2010/11/22/ristorante-villa-giavazzi-verdello-bg-chef-fabio-borgonovo/" target="_blank">racconta il sito</a> del Viaggiatore Gourmet.</p>
<p>Una <strong>ragione evidente</strong>, a parte la cucina ineccepibile dello chef Fabio Borgonovo, ma mettiamoci pure le sale ristrutturate con gusto e il paradisisaco cestino del pane, è <strong>Laura Casari</strong>, sommelier, e guarda un po&#8217;, titolare del locale.</p>
<p>Un vino consigliato da una sommelier esperta che incrocia il taglio glamour di Rihanna con lo sguardo di ghiaccio di Milla Jovovich, non è un sogno?</p>
<p>Lamentele per eccesso di ricarico, ove mai ci fossero, praticamente azzerate!</p>
<p>(fotografia: Claudio Sacco)</p>
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		<title>Dico a te food writer, ma da grande cosa vuoi fare?</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Nov 2010 07:04:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenza Fumelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>&#8211;&#8221;Amore della Zia, come stai bene! Dai prendi la quarta porzione di Vincisgrassi che ti vedo un po&#8217; sciupata. E dimmi, che fai adesso?<br />
&#8211;&#8221;Uhm, scrivo&#8221;<br />
&#8211;&#8221;ah!  Che bello, e di cosa scrivi?&#8221;<br />
&#8211;&#8221;Di cibo, Zia&#8221;<br&#8230; <a href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/dico-a-te-food-writer-ma-da-grande-cosa-vuoi-fare/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-8128" title="Una food writer" src="http://www.spigoloso.com/wp-content/uploads/IMG_0596.jpg" alt="" width="700" height="466" /></p>
<p>&#8211;&#8221;Amore della Zia, come stai bene! Dai prendi la quarta porzione di Vincisgrassi che ti vedo un po&#8217; sciupata. E dimmi, che fai adesso?<br />
&#8211;&#8221;Uhm, scrivo&#8221;<br />
&#8211;&#8221;ah!  Che bello, e di cosa scrivi?&#8221;<br />
&#8211;&#8221;Di cibo, Zia&#8221;<br />
&#8211;&#8221;Di cibo&#8230;&#8221; fa lei perplessa, minacciandomi con un piatto ridondante di pasta a strati. Poi aggiunge:<br />
&#8211;&#8221;&#8230; bello. Ma di lavoro dico, che fai?&#8221;.</p>
<p>Ecco, è andata più o meno così. Da quel fatidico pranzo un quesito di portata esistenziale mi annebbia il cervello togliendomi sonno e fantasia: ma questo nostro, è un lavoro vero? Riusciremo a viverci, a mantenere una famiglia, a pagare le bollette? E se così non fosse, esistono mestieri veramente concreti per chi ha le uova di pesce volante al posto delle cellule e la penna perennemente sporca di sugo? La risposta non la conosco, intanto però ho provato a stilare un piccolo elenco.</p>
<p>Mestieri adatti per una scrittrice del Food (ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale).</p>
<p><strong>Ispettrice Michelin</strong>: scrivi di cibo perché in fondo sei un inguaribile mangiona. Ti fai conoscere nel giro di quelli giusti spendendo un capitale e, ad un certo punto, qualcuno ti propone di collaborare ad una guida. Magari lei: la Rossa. E&#8217; un sogno che diventa realtà:  viaggi in lungo e in largo senza tirar fuori un euro, visiti i ristoranti migliori del mondo e degusti piatti al di là di ogni immaginazione, sei proprio nel centro della gastronomia che conta. Certo però l&#8217;idea di andare da sola in questi posti meravigliosi ti mette un po&#8217; di tristezza, per non parlare della terribile responsabilità che ti sei assunta: premiare o distruggere il lavoro dei tuoi (ex) amici ristoratori. Non so mica se ce la farei.</p>
<p><strong>Comunicatrice di una Azienda Alimentare</strong>: caratteristica di molti <em>food writer</em> è l&#8217;essere afflitti da una forma violenta di scrittura compulsiva. Tu sei tra quelli e hai l&#8217;esigenza fisiologica di comunicare in modo coordinato e continuativo, meglio se servendoti dei nuovi media. Non è così assurdo quindi che, prima o poi, una grande azienda di prodotti alimentari decida di arruolarti in qualità di ambasciatrice e, ovviamente, non avendo mai firmato un contratto vero, tu accetti. All&#8217;inizio è bellissimo: scrivi i comunicati stampa come fossero il Post della tua vita, organizzi eventi e gare con i tuoi vecchi amici foodblogger, discuti a fondo le strategie di marketing fino a che, dopo qualche anno, realizzi che parlare solo dei Pelati Sanders ti ha inaridito un pò. Comunque è da tenere in grande considerazione: contratto, ricorda.</p>
<p><strong>Autrice di programmi televisivi per Alice o il canale del Gambero Rosso</strong>: girando ne hai conosciuta di gente e finalmente tutto questo vai e vieni di nomi e persone comincia a portare dei risultati. Un amico appena aggiunto su Facebook sta mettendo su una squadra per il nuovo programma: &#8220;In cucina con Tobia, il tuo cane di compagnia&#8221;, roba così. Accetti perché la televisione è quello che avresti sempre voluto fare, non ti è mai stato chiaro come ora. Dopo i primi mesi di lavoro  cominci a chiederti come tu sia finita a scrivere i testi per un cuoco che manteca il riso senza toglierlo dal fuoco e dà ricette con gli avanzi per animali domestici. Certo non è sempre così, ma potrebbe capitare, è da mettere in conto.</p>
<p><strong>Degustatrice di Topinambur</strong>: tutto il resto è stato preso, ragazzi, non ve ne abbiate. Allora, i tuberi (o altro prodotto molto specifico) vi hanno affascinato da quando avete poco più di 6 anni, scegliete di lavorare sulla vostra passione e studiate con grande impegno fino a diventare le massime esperte di questa simpatica rapa tedesca. Da un giorno all&#8217;altro il mondo è ai vostri piedi:  scrivete relazioni, presentate verticali, fate conferenze e tutti i topinamburisti del mondo vi pendono dalle labbra: contenti voi.</p>
<p><strong>Guru gastronomica stipendiata per buongustai molto ricchi</strong>: Guardate che non è male: lui è un tipo anziano, ricco. Ha moglie, amante e tanta voglia di far festa. Tuo è il compito di scegliere ristoranti d&#8217;eccellenza, testare  Relais &amp; Châteaux per fughe d&#8217;amore clandestine, trovare prestigiose bottiglie datate 1923 e organizzare feste stile le mille e una notte, senza badare a spese e con tanto di autista. Ah, secondo me c&#8217;è da farci un pensierino.</p>
<p>Adesso tocca a voi, lettori, dateci una mano, fatevi venire in mente qualcosa che questi sono tempi duri e la solidarietà compassionevole è un grande atto d&#8217;amore. Quali mestieri remunerativi consigliereste alle scrittrici del food? (Zappare la terra: No. Ti ho visto, lo stavi per scrivere).</p>
<p>(Immagine: Monica Assari)</p>
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		<title>Donne &#124; Quando vale la pena mangiare senza sensi di colpa</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 11:09:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Ciancio</dc:creator>
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<p>La guida Michelin 2011? <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/guida-michelin-2011-la-diretta/" target="_blank">Già archiviata</a>. Finito il pranzo offerto dalla <em>Rossa</em> la stampa ha ripreso la strada delle redazioni (o di casa o dei pc o degli iPad). La sensazione di leggerezza all&#8217;uscita dell&#8217;hotel Principe&#8230; <a href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/donne-quando-vale-la-pena-mangiare-senza-sensi-di-colpa/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-8115" title="Menù per la Guida Michelin 2011" src="http://www.spigoloso.com/wp-content/uploads/100_3282-700x525.jpg" alt="" width="500" height="374" /></p>
<p>La guida Michelin 2011? <a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/primo-piano/guida-michelin-2011-la-diretta/" target="_blank">Già archiviata</a>. Finito il pranzo offerto dalla <em>Rossa</em> la stampa ha ripreso la strada delle redazioni (o di casa o dei pc o degli iPad). La sensazione di leggerezza all&#8217;uscita dell&#8217;hotel Principe di Savoia ha confortato  il resto della giornata. Anche per oggi abbiamo evitato piadine gommose e insalate piene solo di mais. Non è cosa da poco a Milano!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-8116" title="Culatello di Nero di Parma &quot;Gran Riserva 38 mesi&quot;" src="http://www.spigoloso.com/wp-content/uploads/100_3283-700x525.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p>Buonissimo il culatello di Nero di Parma &#8220;Gran Riserva 38 mesi&#8221;. Il pane invece, bianco, al miele di erba lumaca, dal nome lasciava presagire estasi incontrollabili. Tutto sotto controllo alla fine.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-8117" title="La pasta, il mio orto e il maiale" src="http://www.spigoloso.com/wp-content/uploads/100_3285-700x525.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p>&#8220;La pasta, il mio orto e il maiale&#8221;. Avercelo un orto così. Verdure croccanti  che mettono allegria prima agli occhi e poi al palato. Giusto un po&#8217; troppo cotti i tortelli ma dal ripieno esplosivo. Chiedo venia: non sono riuscita a risalire agli ingredienti, ma Massimo Spigaroli dell&#8217;<a title="Antica Corte Pallavicina" href="http://www.acpallavicina.com/relais/" target="_blank">Antica Corte Pallavicina</a> dovrebbe avere il copyright su questa pasta.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-8118" title="Lombo di capriolo arrostito. Polenta al caffè, pastinaca e corniole" src="http://www.spigoloso.com/wp-content/uploads/100_3286-700x525.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p>Se il precedente ricorda la primavera, qui i colori rimandano a un melange autunnale. &#8220;Lombo di capriolo arrostito. Polenta al caffè, pastinaca e corniole&#8221;. Un po&#8217; squilibrato sulle dolcezze, ma non sono esattamente una sostenitrice delle salse dolci sulle carni. Grazie ad Alfio Ghezzi ho assaggiato per la prima volta in vita mia la pastinaca. E mi è pure piaciuta.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-8119" title="Cannolo di ananas, cioccolato bianco, frutta e... passione" src="http://www.spigoloso.com/wp-content/uploads/100_3291-700x525.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p>Il tipo di dolce che mi piace. C&#8217;è il cioccolato ma anche la frutta. Divertente l&#8217;idea della sfoglia di ananas simil-cannolo ripieno di ciccolato bianco. Meno brillante la nappatura con il succo di frutto della passione. L&#8217;effetto bibitone Yoga è sempre dietro la porta.  Chiusura di Antonino Cannavacciuolo e Masayuki Kondo.</p>
<p>Quel tipo di pranzo che mangio senza sensi di colpa, lasciarsi andare a volte è lecito. Voi quand&#8217;è l&#8217;ultima volta che lo avete fatto? E in generale, per mangiare cosa o i piatti di chi vale la pena perdere il controllo? Beh, almeno un po&#8217;.</p>
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		<title>La carta dei vini è mia e la gestisco io</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 14:23:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Porro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-8095" href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/la-carta-dei-vini-e-mia-e-la-gestisco-io/attachment/tumblr_kyix1ln5or1qarfjpo1_r1_500/"></a>Lo scrittore Camillo Langone su Il Foglio di oggi rinfocola il dibattito <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/agli-elenchi-di-vieni-via-con-me-manca-quello-gastronomico/" target="_blank">su destra e sinistra</a> a tavola.</p>
<p>Io, che di destra lo sono per davvero, al ristorante è già difficile che conceda ad una donna di decidere&#8230; <a href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/la-carta-dei-vini-e-mia-e-la-gestisco-io/" class="read_more">continua &#187;</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-8095" href="http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/la-carta-dei-vini-e-mia-e-la-gestisco-io/attachment/tumblr_kyix1ln5or1qarfjpo1_r1_500/"><img class="alignleft size-full wp-image-8095" title="Camillo Langone al ristorante?" src="http://www.spigoloso.com/wp-content/uploads/tumblr_kyix1ln5OR1qarfjpo1_r1_500.jpg" alt="" width="315" height="205" /></a>Lo scrittore Camillo Langone su Il Foglio di oggi rinfocola il dibattito <a href="http://www.dissapore.com/primo-piano/agli-elenchi-di-vieni-via-con-me-manca-quello-gastronomico/" target="_blank">su destra e sinistra</a> a tavola.</p>
<blockquote><p>Io, che di destra lo sono per davvero, al ristorante è già difficile che conceda ad una donna di decidere i suoi piatti, figuriamoci se le permetto di decidere i miei. Tranne poche cuoche e pochissime giornaliste specializzate, che ne possono sapere di gastronomia le donne? E il vino? vogliamo parlare del vino? Alle signore si cede il passo, non la carta dei vini, soltanto un mollusco (o un astemio, all&#8217;incirca la stessa cosa) può immaginare di farlo. Con una donna che pretende di imporre le proprie fisime enologiche ci si esce una volta, non due.</p></blockquote>
<p>Il gioco mi piace e continuo. Io, che sono davvero di sinistra, pretendo che mi venga consegnato il <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/mai-stati-delusi-da-un-ristorante-il-caso-arnolfo/#comment-56106" target="_blank">menu con i prezzi</a>, consulto compulsivamente la carta dei vini e pago il conto volentieri. E per voi cosa significa Essere Donna Oggi (cit.) ad un appuntamento galante?</p>
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