Lo sapevo già cara, grazie
Noi abbiamo sempre usato la Manitoba per la pizza, ottima (forse ancora di più per il pane, le fougasse e i bagel vista l’ottima resa panosa), poi abbiamo cominciato a trovare parecchie difformità da un sacchetto all’altro (l’abbiamo sempre presa al dettaglio). Stessa farina con rese diversissime.
Poi per curiosità e consigli abbiamo provato la Petra3, e per la la pizza è una meraviglia. Volevamo farla provare a Maurizio questa domenica per l’evento dei Mangiapizza ma sarà per la prossima volta. Naturalmente l’invito è esteso anche a te per qualsiasi giorno tu capiterai a Milano. Un saluto!
Questo post mi ha suggestionato talmente tanto che stanotte ho sognato la Farina del Mulino Marino!
Prima compravo la loro da Eataly, in emergenza la Loconte nei supermercati, e ora prendo la Petra3 ordinando direttamente il sacco da 12 kg al Molino Quaglia. Si sa però che noi siamo esperti pizzaioli
Ciaco, in realtà dovrei fare l’editore per rispondere a questa domanda. Dal mio punto di vista, di lettrice che non conosce i costi di produzione di un libro del genere, il prezzo è giustificato a seconda dell’interesse che hai. Se sei un vero appassionato di pasticceria, se hai già avuto l’occasione di vedere la Fanella all’opera, se già lavori in pasticceria e cerchi ispirazione, allora sì, vale la pena. Se sei un amatore medio, un gourmand non particolarmente interessato alla pasticceria, allora forse no. Il libro di per sè è bellissimo, come oggetto intendo. Ancora oggi io non so se acquisterei quello di Adrià, costo forse pure maggiore.
E’ una risposta difficilissima da dare
Io lo facevo abbastanza spesso: quando avevo tempo, per risparmiare, per mangiarne tantissimo. Procedimento lungo e impegnativo, che però mi ha sempre ripagato della lungaggine e della fatica. Lo preparavo col pesce e spesso anche con le verdure, anche durante cene con amici che magari non amavano il pesce. In casa abbiamo stuoine, contenitori dalle forme strane, e tutti gli ingredienti per farlo: non lo prepariamo più per pigrizia, io poi ultimamente quasi non ricordo come si accenda il gas. Se dovessi ricominciare, proverei a usare la stuoietta in silicone: tu l’hai mai usata?
Comunque quel riso così acidulato si sposa benissimo con tutto, frutta compresa
Letti e mangiati | Regaliamo "Le mie passioni" di Paolo Fulgente
luglio 3rd, 2010 at 08:50Complimenti Simona e Simonetta: vi siete aggiudicate il libro di Fulgente!
Letti e mangiati | Regaliamo "Una storia napoletana. Pizzerie e pizzaiuoli tra Sette e Ottocento" di Antonio Mattozzi
giugno 25th, 2010 at 09:34Luisa e Chiara, vi siete aggiudicate il libro!
Chiara, mi serve una tua mail!
Letti e mangiati | Regaliamo "Piccolo ricettario per cuochi perdigiorno" di Roberta Deiana
giugno 18th, 2010 at 08:04Complimenti a Cey e Rossella: vi siete aggiudicate il libro!
Letti e mangiati | Regaliamo "Le dolci tentazioni" di Luca Montersino
giugno 14th, 2010 at 17:51Complimenti a Barbara e Donatella per essersi aggiudicate il libro!
Elogio della farina, un ingrediente sottovalutato
giugno 9th, 2010 at 22:50Lo sapevo già cara, grazie
Noi abbiamo sempre usato la Manitoba per la pizza, ottima (forse ancora di più per il pane, le fougasse e i bagel vista l’ottima resa panosa), poi abbiamo cominciato a trovare parecchie difformità da un sacchetto all’altro (l’abbiamo sempre presa al dettaglio). Stessa farina con rese diversissime.
Poi per curiosità e consigli abbiamo provato la Petra3, e per la la pizza è una meraviglia. Volevamo farla provare a Maurizio questa domenica per l’evento dei Mangiapizza ma sarà per la prossima volta. Naturalmente l’invito è esteso anche a te per qualsiasi giorno tu capiterai a Milano. Un saluto!
Elogio della farina, un ingrediente sottovalutato
giugno 9th, 2010 at 08:19Questo post mi ha suggestionato talmente tanto che stanotte ho sognato la Farina del Mulino Marino!
Prima compravo la loro da Eataly, in emergenza la Loconte nei supermercati, e ora prendo la Petra3 ordinando direttamente il sacco da 12 kg al Molino Quaglia. Si sa però che noi siamo esperti pizzaioli
Letti e mangiati | NON regaliamo "Oltre" di Loretta Fanella
giugno 2nd, 2010 at 17:49Ciaco, in realtà dovrei fare l’editore per rispondere a questa domanda. Dal mio punto di vista, di lettrice che non conosce i costi di produzione di un libro del genere, il prezzo è giustificato a seconda dell’interesse che hai. Se sei un vero appassionato di pasticceria, se hai già avuto l’occasione di vedere la Fanella all’opera, se già lavori in pasticceria e cerchi ispirazione, allora sì, vale la pena. Se sei un amatore medio, un gourmand non particolarmente interessato alla pasticceria, allora forse no. Il libro di per sè è bellissimo, come oggetto intendo. Ancora oggi io non so se acquisterei quello di Adrià, costo forse pure maggiore.
E’ una risposta difficilissima da dare
Fare il sushi senza pesce (e in casa)
maggio 12th, 2010 at 20:55Io lo facevo abbastanza spesso: quando avevo tempo, per risparmiare, per mangiarne tantissimo. Procedimento lungo e impegnativo, che però mi ha sempre ripagato della lungaggine e della fatica. Lo preparavo col pesce e spesso anche con le verdure, anche durante cene con amici che magari non amavano il pesce. In casa abbiamo stuoine, contenitori dalle forme strane, e tutti gli ingredienti per farlo: non lo prepariamo più per pigrizia, io poi ultimamente quasi non ricordo come si accenda il gas. Se dovessi ricominciare, proverei a usare la stuoietta in silicone: tu l’hai mai usata?
Comunque quel riso così acidulato si sposa benissimo con tutto, frutta compresa
Letti e mangiati | Regaliamo "Il mio papà è uno chef" di Francesca Barberini
maggio 11th, 2010 at 14:43Max, felicissima che il libro ti piaccia!